Capita che nella frenesia della sperimentazione ci si dimentichi di piatti fondamentali che fanno parte delle basi della macrobiotica e che oltre ad essere davvero interessanti e dotati di potenzialità curative sono anche incredibilmente buoni.
Per fortuna non mi stanco mai di sbirciare e approfondire, e meno male che in Italia esistono
corsi degni di attenzione, anche se non sempre macrobiotici, che ti ricordano da dove arrivi e dove vuoi arrivare :DDD
Provate questa ricetta prima che giunga il caldo perché è fortemente riscaldante e prettamente invernale ;)

3-5 cm di alga Kombu ammollata
Una tazza di azuki ammollati per 4 o 6 ore
Una o due tazze di zucca (meglio se tonda) tagliata a cubetti.
Un cucchiaio di tamari
Tre tazze di acqua
In una pentola dal fondo spesso mettere la kombu tagliata finemente, gli azuki e le zucca e cuocere finché i fagiolini non diventeranno teneri. Questo può richiedere un'ora, ma a seconda della freschezza dei legumi anche un'ora e mezza. Proprio a causa della cottura lunga in alcune versioni come ad esempio in quella di Lima Ohsawa la zucca viene aggiunta successivamente dopo circa 30- 40 minuti di cottura.
Io ho preferito conferire una maggiore energia riscaldante anche alla zucca e ho cotto tutto.
In ogni caso quando i fagiolini saranno teneri aggiungere il tamari e spegnere il fuoco dopo cinque minuti.
Servito caldo è un ottimo accompagnamento per i cereali.
Macrobioticamente perlando degli Azuki
Gli azuki o adzuki sono fagioli di piccola dimensione spesso vengono chiamati soia rossa, anche se in realtà soia non sono. Sono però una varietà di legume interessantissima per le proprietà tonificanti in particolar modo per i reni, ma anche per l’intestino. Infatti per chi ha difficoltà a digerire i legumi ne avrà molta meno con questi piccoli fagioli. Famosissima, ma anche molto costosa è la varietà che cresce sull’isola di Hokkaido in quanto quella provenienza conferisce al legume fattori ancora più curativi. Io li prenderei solo su diretto consiglio di uno specialista o per periodi curativi particolari.
Questi portentosi fagiolini uniti alla buonissima zucca tonda, anch’essa denominata Hokkaido, danno vita ad un piatto squisito e perfetto in inverno e soprattutto in periodi in cui sentiamo il bisogno di prenderci cura di noi.
Secondo la tradizione orientale questa è una preparazione che veniva utilizzata in caso di affezioni ai reni.