giovedì 29 marzo 2007

De Young Museum di Herzog e De Meuron

Non credo ci siano al mondo mestieri dal maggior impatto ambientale rispetto a quello del geometra, dell’architetto, dell’ingegnere o dell’urbanista… mio malgrado spesso mi dico che qualsiasi mio ragionamento o mia azione grafica, all’interno delle ore lavorative, avranno sul territorio un effetto, e una ricaduta sulla vita della gente…

Dal momento che difficilmente abbandoneremo le comodità ottenute dal progresso per vivere in bellissime capanne fatte in giunchi e canne, allora mi piace l’idea di prendere come esempi alcuni grandi architetti internazionali, che con la loro opera dimostrano come anche l’intervento più imponente, se fatto con intelligenza e maestria, può inserirsi con garbo all’interno di una ambiente ancora naturale.



E’ il caso del “de Young Museum” realizzato dallo studio Herzog e De Meuron per San Francisco.
Questo edificio sorge nel Golden Gate Park, sulle rovine del precedente museo che venne demolito in seguito al terremoto che nel 1989 lo deteriorò.
Si tratta di un fabbricato che a un primo sguardo appare “grave e pesante”, infatti nella composizione del suo impianto è fortemente accentuato il concetto di massa, anche se poi è l’uso sapiente della tecnologia a creare un rapporto diretto con la natura che gli sta intorno. Per questo lo trovo più che interessante…
A creare il risultato che tanto ammiro non è solo la scelta di materiali naturali, come il legno e la pietra inseriti nei percorsi che accompagnano il visitatore in un dialogo tra il naturale e l’artificiale, ma soprattutto la scelta del rivestimento della struttura con una pelle di rame traforato. Questa membrana si compone di pannelli in oro rosso, che nascono dall’unione tra il genio dei due progettisti e l’industrializzazione, infatti la texture di fori di varia dimensione e ritmo imita il gioco di luci e ombre delle fronde degli alberi del parco nel quale l’edificio sorge.

Sicuramente quest’opera è interessante da diversi punti di vista, ma questo post vuole essere come un sasso gettato nell’acqua e non ha intenzione di annoiare, del resto nella rete c’è molto a suo proposito ;)

8 commenti:

Francesca ha detto...

molto molto interessante questo post

Arame ha detto...

Francesca, grazie sei molto carina!!!

Yari ha detto...

Che bello questo progetto, non lo conoscevo! Il contrasto con l'ambiente naturale in cui si inserisce è molto riuscito. A proposito di California, che ne pensi delle realizzazioni di Frank O. Ghery?

Yari ha detto...

Gehry, ho scritto male ;-)

vallico ha detto...

Francesca, visto il tuo post, per il tuo profilo ho alcune ipotesi:
a) sei un'amica d'infanzia di Arame
b)sei sua sorella camuffata;
c) ti ha pagato, e neanche poco...

crocetta pure il tuo profilo. :-P

arame ha detto...

Yari,
prima ti tutto ti ringrazio eper la domanda, è esattamente quallo che volevo ottenere :)
Però rispondere tramite i commenti riscia di apparire superficiele...
Stiamo parlando di un mito dell'architettura internazionale e fare delle critiche a questo maestro è un atto di superbia, per questo spero di non essere fraitesa... nel suo stile è inraggiungibile nella creazione di ambienti di rappresentanza, ma alune dei fabbricati residenziali li trovo difficili da vivere e dal punto di vista planimetrico geometricamente confusi. In me creano estraneamento non partecipazione con lo spazio :(

Complatamente diverse sono le opere che ho potuto ammirare in Spagna :DDDD, ma probabilmente se un giorno andrò in California cambierò idea ;)

arame ha detto...

Yari,
irraggiungibile* scusa io mi sbaglio tantissimo :P

Vallico,
Uff!

Rita ha detto...

l'uso sapiente delle tecnologie più avanzate - infatti è questo che determina il valore ecologico di un edificio. Oggi è possibile costruire edifici a consumo energetico quasi zero (elettricità per luce ed elettrodomestici, il resto si può evitare con l'aiuto di tecnologie avanzate), ma si parla al massimo di pannelli solari sul tetto!