martedì 24 gennaio 2017

Hamburgher di borlotti e spezie

Gli hamburger di legumi sono una delle preparazioni che prediligo, infatti sono diventati un grande classico, aiutano anche a gestire la dispensa, infatti spesso io mi organizzo così, cuoio tutta una confezione di legumi, con una parte faccio un minestrone, una vellutata o una zuppa oppure li salto con la cipolla e qualche spezia, ma l’altra metà dopo un giorno o 2 diventano hamburger ;)

Mio marito mi ha chiesto di fargli la pasta e fagioli, che adora, ma anche questi li ha divorati senza chiedere il permesso ;)



560 gr di borlotti già cotti

3 patate piccole
½ cipolla
2 carote
2 cucchiai di lievito alimentare
Pangrattato qb
1 cucchino di curcuma
1 cucchiaino di curry
Sale integrale qb
Semi di sesamo
Olio d’oliva extravergine

Spellare le patate e cuocerle in acqua salata finché non diventano morbide. Tagliare la cipolla e le carote a cubetti. Fare imbiondire la cipolla con un filo d’olio la curcuma e il curry, unire le carote e finire la cottura delle verdure finché non diventano morbide usando eventualmente un po’ di acqua di cottura delle patate. Lasciarle raffreddare.
In un mixer mettere i borlotti, il lievito alimentare, le verdure e frullare a intermittenza in modo di avere un impasto non del tutto omogeneo, aggiustare di sale e aggiungere il pangrattato per ottenere la giusta consistenza.
Con le mani bagnate formare degli hamburger e passarli nei semi di sesamo. Cuocerli nell’olio bollente  2-3 minuti per lato.

venerdì 6 maggio 2016

Architettura & Arrampicata

Due passioni che si possono fondere in qualcosa di spettacolare. Sfogliando una rivista specializzata di progettazione architettonica mi sono imbattuta in una cosa che il Criticissimo avrebbe amato più di me: a Brunico in Alto Adige è stata inaugurata una palestra d’arrampicata sportiva e boulderig. Il progetto che nasce da una visione dello studio associato Stifter & Bachmann, due architetti italiani (ma non troppo), s’inserisce divinamente in una periferia che finalmente si discosta dall’accezione negativa che di solito nel “bel paese” è norma, e si costituisce, invece, di elementi architettonici (non edilizi) interessanti innovativi e di carattere.


Complice una provvidenziale coincidenza, ci siamo trovati nella possibilità di andare a Brunico assieme ad amici, senza lasciare a casa nessun membro di quel circo che ormai come famiglia siamo.
Probabilmente, escludendo musei, scuole e biblioteche è la prima volta che un edificio architettonicamente interessante mi attrae come sincero fruitore, piuttosto che come architetto, e la percezione è stata piacevole. 


Bella la sensazione di essere accolti e abbracciati da una struttura che si articola su un patio, un cuore d’ossigeno, da cui puoi vedere attraverso le vetrate tutto quello che si svolge all’interno, (le scalate sulla pareti, la scuola per i più piccoli e il bouldering) tutto diviso in settori e livelli, ma a portata di mano ed occhi.
Dal patio puoi anche godere di un’ottima visuale della parete esterna, dove si fanno competizioni e campionati, se non hai voglia di sederti nelle apposite gradinate.
Io purtroppo causa bimbi e cane non ho potuto arrampicare, ma conto di tornare attiva al più presto, comunque la mia squadra, pur vantando diversi livelli di preparazione, ha trovato diverse soddisfazioni.

lunedì 18 aprile 2016

Miglio per ricominciare al meglio

Il miglio è fantastico! Nutre capelli, pelle e stomaco, e ha un tempo di cottura breve rispetto alla maggior parte dei cereali, cosa per me da non sottovalutare :) di questi tempi. Pur essendo equilibrato dal punto di vista energetico, come tutti i cereali, tende ad essere un pelo yang, alimenta infatti l’energia terra che da forma e calore.

Ricordo di aver letto che era il cerale preferito di Leonardo da Vinci e secondo alcuni la sua energia stimola la creatività … quindi diamoci dentro!!!


1 tazza di miglio
1 e ½ di acqua
3 rape bianche (ma solo le foglie)
3 carote
2 scalogni
1 cucchiaio di olio extra vergine di oliva
Sale integrale marino qb
1 manciata di semi di girasole

Portare a bollore l’acqua, aggiungere un po’ di sale, e cuocere il miglio per 15 minuti.
Pulire le verdure, affettare sottilmente i 2 scalogni, mondare le carote, tagliarle a cubetti assieme alla parte verde delle rape, dividendo però la parte più dura dei gambi dalle foglie.
In una padella saltare nell’olio le verdure, partendo dagli scalogni e finendo con la parte più tenera delle foglie di rapa, lasciando qualche minuto di cottura tra un inserimento e l’altro. Partire sempre dalla verdura più dura e cuocere le verdure in successione rispettando i tempi diversi è un accorgimento importante. Salare pochi minuti prima spegnere il fuoco.
Unire il miglio alle verdure, servire caldo con una spolverata di semi di girasole tostati.

mercoledì 13 aprile 2016

Volevo la bicicletta… e mi è arrivato il tandem!

E’ da molto che penso di ricominciare a scrivere, ho scritto diversi post e poi non li ho mai pubblicati, per diversi motivi, ma principalmente per mancanza di tempo.
Lo so,  ho sempre detto che è solo una questione di organizzazione e questo è vero se sei padrona del “tuo” tempo, ma io semplicemente non lo sono più … e aggiungerei: PER FORTUNA!!!

Volevo capire anche che piega dare al blog, se farlo virare in qualcosa di diverso, forse più specifico e vicino alla mia attuale vita, o tenerlo mio, un posto sicuro, in cui riconoscermi e forse ritrovarmi …  ho optato per quest’ultima opzione ;)

Vi ricordate questo post?

La nascita sei miei nipoti è stato un evento enorme per me, ma la distanza e probabilmente anche la mentalità di allora non mi hanno permesso di viverla come sarebbe stato giusto.

La vita però, a volte ti dà modo di capire, e se sei fortunata anche una seconda possibilità. Ammetto che malgrado l’istinto di mia sorella, che lo aveva predetto, non mi sarei mai immaginata che a marzo del 2015 avrebbero attaccato questi alla porta di casa mia:


Ho trascorso l’ultimo anno ad inventar stratagemmi per far dormire la piccola Viper nel suo lettino e sopravvivere durante il giorno alla turbolenza di Jace. E’ stato uno dei periodi più difficili della mia vita, praticamente 11 mesi senza differenza tra giorno e notte, tra veglia e riposo. Da quando però abbiamo tolto una sponda del lettino e lo abbiamo legato al letto di cortesia della loro camera … beh … il mondo è tornato a colori … ;)

Senza accorgermi quasi, non per la semplicità, ma per il susseguirsi incessante di cose da fare, siamo infatti  arrivati qui:



I nostri amici hanno talmente preso sul serio i nomignoli che abbiamo dato ai piccoli mentre ero in attesa che si sono presi la briga di ritoccare anche le foto delle loro torte di compleanno, regalandomi ancora una volta momenti di gioiosa ignoranza … li adoro!





lunedì 17 settembre 2012

Seitan caramellato alla cannella

Questa è una delle mie ricette preferite. L’ho imparata ad un corso della Sana Gola qualche anno fa, e da allora la faccio spesso, tanto da conoscerla a memoria. E’ uno di quei piatti perfetti quando si hanno ospiti, infatti, non solo è gustoso, ma è anche veloce e addirittura migliora se fatto in anticipo.


250 gr. di seitan
2 cipolle di tropea
Olio extravergine d’oliva
½ bicchiere di vino rosso
Cannella q.d.
Sale un pizzico
Un cucchiaio di malto
Aceto di mele
Farina q.b.

Tagliare il seitan in fette sottili infarinarlo e scaldarlo nell’olio caldo su entrambe le parti finche non farà una crosticina dorata e metterlo da parte. Saltare in poco olio le cipolle tagliate a mezzaluna unire il seitan, lasciare insaporire qualche minuto, salare e aggiungere il vino rosso e il malto sciolto con poca acqua. Cuocere fino alla totale evaporazione del vino, circa una ventina di minuti. Al termine della cottura insaporire con la cannella e l’aceto di riso.

domenica 9 settembre 2012

Salsa verde

Appena trasferita nel paesino natale del Criticissimo i nostri vicini hanno iniziato a coccolarci con frutta e verdura prodotta nel loro orto casalingo e questo maggio ci hanno portato addirittura con una generosa piantina di basilico.
Al ritorno dalle ferie il mio piano diabolico era di sbarazzarmi di lei, cercando di creare una salasa il più possibile vicino al pesto, ma ovviamente, senza fromaggio di alcun tipo.
L'esperimento è riuscito alla grande con l'aggiunta del lievito alimentare.
Questa salsa, come il pesto, è ottima per condire la pasta o bruchette calde, magari assieme alle acciughe ;)
Si conserva allungo in un vaso di vetro coperta d'olio.


160 gr di fogli di basilico
150 gr di tofu
300 gr di olio d'oliva
2 spicci d'aglio
50 gr di pinoli
4 cucchiai di lievito alimentare a scaglie
1/2 cucchiaino di sale

Spezzettare il tofu con la forchetta.
Unire nel boccale di un frullatore il basilico, pinoli, lievito alimentare, aglio e olio e frullare fino a mantenere una crema omogenea.
Aggiungere nel boccale anche il tofu e il sale e amalgamare a velocità bassa per pochi secondi.
Usare subito o conservare in un barattolo di vetro coperto d'olio.

martedì 4 settembre 2012

Quanto tempo! Novita? Un po'...

... da CELTICA - Aosta 2012

Non mi sembra possibile che sia passato così tanto tempo, quasi due anni! Incredibile! Dove li ho messi?

Sono cambiata molto, è cambiata la mia alimentazione e a pari passo la mia visione di me e del mondo, o di me nel mondo.
Prima di iniziare con le ricette vi dico a grandi linee quali sono le novità principali che troverete nel blog:
  • l'utilizzo di elettrodomestici, mi aiutano a semplificarmi la vita e a mangiare alimenti il meno trattati possibile;
  • l'aumento di proteine animali, troverete quindi anche ricette di pesce, di cui citerò la fonte perchè io stessa sto imparando;
  • l'aumento di ortaggi e frutta, anche cruda, e l'introduzione delle solanacee d'estate o per accompagnare il pesce.
  •  l'utilizzo del freezer, ottimo per le verdure, per il pane e la pizza, per il pesce non già surgelato, da usare il meno possibile per i legumi e mai per i cereali.
  • consigli sull'organizzazione e l'autoproduzione. 
Uno degli elettrodomestici che negli ultimissimi tempi uso spesso è il Bimby, quindi ci saranno anche ricette prese dai  suoi ricettari e/o prodotte con il suo aiuto. Questo lo faccio semplicemente perchè ce l'ho da almeno 7 anni (ci sono voluti diversi miei primi stipendi per comprarlo) e non l'ho mai usato al pieno delle sue possibilità. 
Ho deciso che è ora, quindi, unito al fatto o che voglio imparare a cucinare il pesce, ho già il tema a qualche nuova ricetta.
So benissimo che non tutti dispongono del suo prezioso e costoso aiuto e quando mi sarà possibile darò anche la versione con le pentole ;)

Altri aiuti fondamentali, per me, sono: la macchina per fare il latte di soia e quella per produrre il pane.
Entrambe le uso circa una volta alla settimana e sono alleati insostituibili per il risparmio e sono convinta anche per il benessere.

L'ultima scoperta per migliorare l'organizzazione? Dal best seller "50 sfumature di rosso" di James E.L. l'idea di predisporre un menù settimanale, in modo da organizzare la spesa e di volta in volta il pasto successivo.
Io predispongo il giorno successivo, ma sono un caso patologico, poi conoscendomi tengo in frigo un paio di confezioni di seitan alla piastra e un bel caspo di lattuga, perchè la vita è piena d'imprevisti e non si sa mai...

lunedì 22 novembre 2010

Evento: Cena Macrobiotica


Per ricordare un maestro, un uomo ma soprattutto una amico. Un punto di riferimento che è venuto a mancare. Per aiutare Cuisine et santè. Per conoscerci. Per stare assieme. Per mangiare bene. Soprattutto per ridere!!!


mercoledì 27 ottobre 2010

Nishimè di Cavolo in Torta

La trasformazione degli avanzi è una cosa fondamentale per chi, come me, non vede il freezer di buon occhio. Saper rielaborare il cibo per non stancarsene diventa importante se si cerca di non buttare mai via niente.
Ovviamente questa è una ricetta un po’ lunga se si pensa di partire dal niente e produrla, ma se la si divide in due giorni diversi è sicuramente più breve e più sana.


Per il Nishimè

1 cavolo cappuccio
100 gr. di uvetta
Santoreggia e maggiorana
Sale

Per l’impasto
300 gr di farina (metà integrale e metà raffinata)
15 gr di lievito di birra fresco
Un cucchiaio di olio di mais
Acqua q.b.
Sale

In aggiunta:
100 gr di tofu
Salsa di soia
Sesamo nero tostato

Per prima cosa pulite il cavolo e tagliatelo a quadratini (variante dei cubetti per il cavolo cappuccio).
In una pentola alta mettete un dito d’acqua, il cavolo, l’uvetta lavata e le erbe aromatiche. Cuocete per 15-20 minuti a pentola chiusa. La fiamma può essere alta fino al raggiungimento della temperatura di cottura, ovvero fino al formarsi del vapore, a quel punto abbassate il fuoco e iniziate a contare i minuti.
Quando il cavolo sarà tenero salate e lasciate riposare 10 minuti.

Il nishimè di cavolo (ovvero cottura senza olio ) può essere mangiato anche così e magari utilizzato per la realizzazione della torta al pasto successivo.

Sciogliete in mezzo bicchiere di acqua tiepida il lievito di birra e lasciate che riposi fino a quando non inizierà a far le bollicine. A quel punto unitela alla farina, all’olio, ad altra acqua e impastate.
Si deve ottenere una palla liscia che lascerete lievitare da 5 minuti a qualche ora.
Dividete l’impasto in due parti non uguali, la più grande circa due terzi del totale. Stendete prima la sfoglia con la porzione d’impasto più grande e foderate una tortiera precedentemente oliata e infarinata. Bucherellate con una forchetta. Farcite con il nishimè, eliminando l’acqua in eccesso, il tofu (sbriciolato con le dita) e cospargete la superficie di semi di sesamo tostate. Insaporite con un po’ di salsa di soia.
Stendete l’altra sfoglia e chiudete la torta rigirando il bordo.
Cuocete in forno a 180° per circa 3° minuti, ovvero fino a quando la superficie non risulterà dorata.

venerdì 27 agosto 2010

In fase di trasloco

Ho usato un anno. Un anno davvero tosto, che non ho vissuto come avrei dovuto vivere... troppe ansie, preoccupazioni, incertezze e tentennamenti. Ho usato un anno, ma sono cresciuta per due. Probabilmente sono invecchiata per tre, ma poco importa.
Sono in atto tanti cambiamenti e non stupitevi se troverete novità anche nei prossimi post, se cambio io cambieranno anche loro… troppo simili l’uno all’altra non trovate???
Io questo periodo mi sono fatta molta auto-analisi, non ho solo sventrato una casa, rischiando di far crollare quello che doveva star su (vatti a fidare degli ingegneri :DDDD) ma ho ristrutturato anche me… anzi il termine giusto è manutenzione straordinaria dell’alghetta… e per farlo non ho dovuto presentare nessuna DIA ;)
Fino ad ora ho voluto cercare di apparire quello che sarei voluta essere come macrobiotica, parlando di evasioni, ma senza specificare più di tanto. La voglia di apparire quello che vorrei essere mi ha portata a non sentirmi più rappresentata da quello che scrivevo.
Sto cercando invece di sgretolare l’immagine che credo che gli altri abbiano di me, per vedere quella che sono davvero, per scoprire cosa mi piace e quello che voglio dalla mia vita.
Sto decidendo cosa tenere e cosa buttare in questo trasloco.

Il riso integrale verrà con me nella nuova casa, come il ricordo di chi mi ha dato la consapevolezza della sua importanza, Renai Levì. Renai ci ha lasciato nella notte tra il 15 e 16 agosto, e io lo ricorderò sempre con gratitudine, per quello che mi insegnato e per quello che ha fatto per molti.

Come ci insegna la filosofia orientale ad ogni cosa c’è il suo contrario, quindi io apro questo nuovo inizio con un pensiero di riconoscenza anche a C., la mia omonima bolognese, che conosciuta tramite questo spazio è diventata un’amica e confidente preziosa. Adesso che sta diventando mamma non posso fare a meno di pensarla tutti i giorni con tanto affetto.

mercoledì 17 giugno 2009

Zuppa di zucchine e piselli al curry

Una zuppa, tiepida o calda che sia, è il mio modo preferito per iniziare il pasto. Non c’è caldo che tenga... Per me è un vizio supremo ed irrinunciabile.
Il bimby in questo periodo mi sta aiutando anche troppo, immersa come sono tra i libri, gli appunti di bioarchitettura e i dettagli degli isolanti :). Il Criticissimo invece è con la valigia da fare e disfare e i panni che restano a me da lavare e stirare.
In questo caos generale mi resta poco tempo per pensare a nuove ricette ma era tanto che non ero così serena nell’essere immersa nelle faccende di una vita appagante.
Sono felice, e la certezza di essere tornata sulla strada giusta mi fa sentire bene come non mai.


Due cipollotti (anche la parte verde, ma tenerne un po’ da parte per guarnire)
Tre zucchine
Tre cucchiai di piselli secchi (ammollati o no)
Una tazza d’acqua
Un cucchiaio di olio d’oliva extravergine
Kombu un francobollo
Curry q.d.
Sale integrale marino q.b.

Tagliare finemente i cipollotti, lasciandone una piccola quantità da parte per guarnire.
Mettere l’acqua a bollire.
In una pentola a parte dal fondo pesante soffriggere i cipollotti spolverandoli di curry.
Mondare e tagliare le zucchine, aggiungerle nella pentola assieme ai piselli secchi, la kombu e l’acqua bollente.
Cuocere finch'è non sarà tutto morbidissimo, salare poco prima di spegnere la fiamma.
Frullare il tutto e servire caldo o tiepido con del cipollotto o dell’erba cipollina per guarnire.

giovedì 21 maggio 2009

Insalata di Miglio e i 5 Sapori

Lo sentite l’eco??? E’ il mio frigo nel quale il Nulla dilaga… e dilaga…
A parte il Criticissimo, il primo che capisce la citazione letteraria/cinematografica potrebbe ricevere un premietto dalla sottoscritta ;D
Andare a lavorare in bicicletta potrebbe farmi perdere peso, non per le teoriche calorie bruciate in minuti di libertà, ma per l’impossibilità di fare una spesa decente nell’unico supermercato bio della mia Ravenna, ovviamente posizionato dall’altra parte della città rispetto a dove lavoro. Se in più ci mettiamo che fare 20 km in bici, statisticamente contro vento, con una busta della spesa, non mi alletta per niente, ne risulta una cucina a casaccio ma ugualmente gratificante ;DDD


Miglio già cotto (gusto dolce)
Insalata a foglia di vario tipo (gusto amaro)
Mais (gusto dolce)
Capperi sotto sale (gusto salato)
Olive (fermentate)
Santoreggia
Origano

Per condire
Acidulato di riso (gusto acido)
Salsa di soia (gusto salato)
Senape (gusto piccante)
Acqua q.b.


Sono sicura che mettendo assieme questi ingredienti il risultato sarà comunque ottimo!
La salsina invece è particolare, però non fate la faccina schifata nel vedere senape e salsa di soia assieme, anche io l’avrei fatta, ma in realtà ci stanno di brutto :)

Riflessione sui 5 Sapori
L’amaro nutre il fuoco, quindi cuore e intestino tenue; il dolce alimenta la terra, stomaco milza e pancreas; il piccante è metallo, l’energia dei polmoni e dell’intestino crasso; il salato ovviamente piace ai reni e alla vescica, quindi energia acqua; l’acido, invece, è gradito al fegato e alla cistifellea ovvero energia legno.
Avere tutti i cinque sapori nell’arco di una, al massimo due, giornate da ricchezza alla dieta, smuove le energie e allontana la noia. Consiglio a tutti, soprattutto in questo periodi dell’anno, di riscoprire i sapori e di imparare a giocarci.

mercoledì 13 maggio 2009

Kanten - mousse Fragola e Vaniglia

La via naturale e macrobiotica lascia il segno, entra nella tua vita come una curiosità poi ti scopri diversa, intuisci la possibilità di avere risposte e una chiave di lettura diversa per il mondo.

La chiave di lettura del mondo… forse è questo che mi ha affascinata, nell’arte, nella geometria, nella poesia, nell’architettura e nell’alimentazione che diviene uno strumento di comprensione e di cambiamento…

Un dolce, in questa visione alimentare così profonda, è utile per alleggerire un po’ il tutto, in questa fase della mia vita che definirei “pesante”, con poche soddisfazione e con infinite possibilità.
Ogni giorno è una opportunità. Per vivere in una tale libertà basta un unico e importante punto fermo. Per me l'indiscutibile è una persona, così me la coccolo e ci vedo diventare grandi attraverso i suoi occhi.


Mezzo litro di succo di mela
½ limone - succo e buccia
10 o 12 fragole
Un pizzico di sale integrale
3 cucchiaini di agar agar in polvere
1 cucchiaio di malto di riso (facoltativo)
Una punta di vaniglia in polvere

Versare il succo di mela in una pentola d’acciaio, aggiungerci a pioggia l’agar agar, salare e mettere a bollire per 5 minuti mescolando di tanto in tanto per evitare che di attacchi.
Grattugiare il limone e spremerne il succo.
In un recipiente largo, magari di vetro, versare il succo di limone, la buccia grattugiata, il malto la vaniglia, le fragole tagliate e lavate e versare il succo di mela bollente.
Lasciare raffreddare per un paio d’ore. Una volta che si sarà formata la gelatina frullare e mettere in fresco in uno o più contenitori alimentari.
Servire in coppette e guarnire a piacere con mandorle tritate, fiocchi di mais, cereale soffiato (il top è la quinoa) o addirittura cioccolato fondente in scaglie (qui lo dico e qui lo nego ;PPP)

MacroConsiderazione dietetica.
Questo dolce è utile per chi si avvicina alla pasticceria naturale per coccolarsi e magari perdere anche un po’ di peso, infatti l’agar agar è priva di calorie e leggermente lassativa. Assieme al gusto dolce rilassa nel profondo e può essere molto utile per persone troppo tese. Se il pancreas è troppo contratto, infatti, la voglia di dolce sarà forte, e dessert come questo non solo la soddisferà ma assieme ad un’alimentazione mirata aiuterà a rilassarsi e a vivere con più serenità la tavola.

martedì 28 aprile 2009

Salsina Agrodolce alla Barbabietola

Avete presente i Nachos in Salsa piccante??? Gli amanti della cucina messicana non potranno sputarmi in un occhio solo per merito del monitor…:DDD
Tranquilli lo so anch’io che non c’entra nulla… questa salsa infatti nasce dalla voglia di creare un sapore agrodolce per nutrire il fegato, e per caso ho scoperto che è divina sulle gallette di mais. Quindi in caso di un aperitivo con amici io avrò una salsina dove tuffare le mie personalissime “patatine” ;)
Io la vedo perfetta anche per condire insalate di pasta o per accompagnare verdure sbollentate. Un'altra cosa interessante di questa salsa è il fatto che è totalmente priva di olio, quindi può anche sostituire un patè con lo stesso gusto e con una buona cremosità.



Barbabietola rossa 400 gr
Tre cucciai di acidulato di riso
Un cucchiaino di senape di buona qualità
Un cucchiaio di miso bianco
Un po’ santoreggia
Acqua calda q.b.

Mettete a bollire mezzo bicchiere d’acqua. In una ciotolina sciogliete il miso bianco nell’acqua calda e coprite con un piattino in modo che il calore attivi i fermenti. Lasciate riposare qualche minuto.
Tagliate a pezzettoni le rape e adagiatele nella brocca di un frullatore, aggiungete senape, l’acidulato di riso, la santoreggia e infine il miso bianco.
Frullate e aggiungete poca acqua fino a raggiungere la consistenza desiderata.
Dovrebbe risultare un agrodolce leggermente piccante. Tuffateci dentro le gallete ;)

martedì 24 marzo 2009

Crocchette d’orzo e spinaci

Un fine settimana anomalo, senza nessun impegno, senza Milano, senza cene da organizzare, senza il Criticissimo da accudire e gustare… mi sono trovata immersa in un silenzio interrotto solo da quella canaglia di pappagallo :)



Stavolta non vi do delle dosi, ho semplicemente messo assieme dell’orzo già cotto con spinaci lessati, semi di sesamo, erbe aromatiche, farina di mais precotta e sale. Ho fatto delle palline schiacciate e le ho fritte in poco olio.
L’idea era di copiare la mia blogger preferita, ma la pigrizia mi ha stregata impedendomi di andare in città per comprare il tofu vellutato. Il risultato un vero e proprio piatto “povero”, ma davvero buono.
Molte delle mie ricette vanno prese così, sono solo degli spunti, tocca a voi farle vostre :)

venerdì 20 marzo 2009

Marzo

Ops! Siamo già al 20 marzo… Ecco il pensierino del mese :)


Ogni cosa si trasforma. Tutto cambia. Questo è il messaggio più potente e rivoluzionario di Oshawa, ancora più prezioso in un periodo storico come questo, dove l’omologazione ha reso anche i giorni in apparenza tutti uguali. Invece non è così, grazie al cielo, abbiamo la possibilità di cambiare, e il dono più grande: il libero arbitrio.

mercoledì 18 marzo 2009

Mangia che ti passa...

Mia madre ha svegliato mio padre per dirgli: "forse nostra figlia ha ragione", mio padre si è girato dall'altra parte e ha continuato a dormire... ;DDD

Io sono andata in rete e ho cercato di reperire l'interessantissimo servizio che mi ero persa.

Sul sito ufficiale della RAI si trova in una versione migliore che comprende anche la parte iniziale qui non presente.

Pettegolezzo: Franco Berrino ha frequentato per molto tempo Cuisine et Santè. Lo posso affermare con certezza dal momento che i miei suoceri hanno avuto l'onore di conoscerlo e io a gennaio ho avuto il piacere di incontrare uno dei suoi cuochi volontari. SIETE DEI GRANDI!!!

lunedì 16 marzo 2009

Mele e Castagne al cucchiaio

Ok, lo ammetto cerco di addolcirvi per la mia lunga assenza, per non aver risposto alle mail e per essere sparita così nel momento del bisogno. Non vi racconterò del periodaccio che ho vissuto, ne tanto meno di come mi sento stanca ora… tutto cambia, no??? E io tornerò in forma. Il sole del resto aiuta a tirar fuori gli attributi ;DDD
A me questo tipo di dessert piace la sera, ma credo sia ottimo anche come merenda o colazione… potrebbe essere un’idea anche per chi mi chiedeva una colazione alternativa alle creme e ai prodotti da forno.


Tre mele
Una tazza di castagne secche
3 cm di kombu
Due cucchiaini di Kuzu
Acqua q.b.

Mettere in ammollo le castagne con la kombu per una notte. Tagliare le mele a quarti e privarle del torsolo dopo averle lavate. Mettere mele e castagne in pentola a pressione. Togliere la kombu, perché sa troppo di mare per un dessert. Cuocere 40 minuti dal fischio e lasciare raffreddare. Frullare il tutto.
Sciogliere il kuzu in due dita d’acqua e aggiungerlo alla crema di frutta. Mettere il tutto sul fornello e cuocere a fuoco lento finché la crema non si addenserà, ovvero quando inizierà a sobbollire.
Servire tiepida o a temperatura ambiente.

mercoledì 11 marzo 2009

Cibi “non macrobiotici”???

Non credo che un macrobiotico non debba mangiare mai alimenti “non macrobiotici”. In realtà non credo esista al mondo un alimento “non macrobiotico”, penso che sia una definizione sbagliata, che crei confusione.
Non so se in questo blog io abbia mai definito così gli alimenti, può essere benissimo che lo abbia fatto, come può essere che io stia cambiando e che, ponendomi le vostre stesse domande, le mie idee si evolvano.
Mi piace pensare ad un mondo soggetto tutto alle medesime regole, ma mi sto convincendo che l’uomo le abbia incasinate parecchio. Inoltre c’è anche un altro aspetto che non semplifica le cose, infatti, le abitudini che con gli anni abbiamo fatto nostre sono il prodotto di noi, tanto quanto noi di loro.
Mi chiedete se nella mia vita non ci siano mai alimenti squilibrati o chimici e io mi chiedo il motivo di questa domanda.
Se volete sapere se incontro le vostre medesime difficoltà… vi rispondo di si.
Ho 28 anni e ho amici con cui adoro fare l’aperitivo, essendo praticamente l’unico momento in cui li vedo, gradendo per nulla i ristoranti romagnoli per ovvi motivi, e la pizza di gomma spacciata in pizzeria, ho re-inserito nella mia vita qualcosa di poco sano, ma che mi fa rilassare e mi fa sentire parte di un qualcosa di importante per me.
Io mi sento macrobiotica, perché conosco gli effetti del cibo sul mio corpo, ho imparato a guarire me stessa e i miei cari da piccoli malanni o dolori, solo tramite l’alimentazione. So fare a cucinare solo macrobiotico, perché ho iniziato da giovane. Con gli anni poi ho imparato a riequilibrare gli effetti di alimenti squilibrati e a ripulirmi da cibi chimici. Questo però non vuol dire che non abbia più effetti sgradevoli causati dalle mie marachelle alimentari. Grazie al cielo il mio corpo si ripulisce in fretta perchè sono anni che gli do il cibo giusto.
Non credo nell’igienismo alimentare, ma non credo nemmeno che sia sempre giusto mangiare a caso. Se siete all’inizio è fondamentale fare dei bei periodi esclusivamente con cibi equilibrati, perché dovete capire cosa state facendo e comprendere cosa vuol dire stare bene. Dovete trovare voi le risposte corrette a ciò che è giusto in questo momento per voi, con la consapevolezza che “tutto cambia”.
Se avete malattie gravi o allergie da cui liberarvi allora non c’è eccezione che tenga, dovete guarire e farlo sul serio. Potete farlo se vi fate aiutare da qualcuno veramente competente.
Se invece questo non vi interessa, allora per me potete continuare a mangiare quello che desiderate, perché non sarete macrobiotici nemmeno mangiando solo riso.
E’ un concetto difficile da capire, una differenza sottile, tra il poterlo fare e il farlo… stranamente inverso da quello che si crede comunemente.
Se so di poter vivere senza determinati cibi, è poi indifferente se io ci stia realmente lontana. Perché??? Perché non ne sono più schiava. Decido ad esempio di fare l’aperitivo perché mi voglio rilassare e mi voglio sentire come i miei amici, ma posso decidere anche di non farlo e ordinare acqua bollente per mio kukicha perché voglio sentirmi bene, voglio curare qualcosa, voglio fortificarmi o non voglio rompere un esperimento alimentare… etc
Oshawa ha sperimentato su di sé gli effetti del cibo, passando attraverso grandi estremi, per capire davvero se era sulla strada giusta. Oshawa è morto a 74 anni. Lima, sua moglie, molto più rigorosa del marito verso un’alimentazione equilibrata, ha superato i 100 anni.
Entrambi hanno sperimentato su loro stessi la macrobiotica, in due versioni diverse, perché erano diversi gli obiettivi che essi rincorrevano, ed entrambi li hanno raggiunti.
Per me essere macrobiotica significa avere consapevolezza e scegliere di volta in volta un obiettivo da raggiungere e servirmi del cibo per cambiare me stessa, come i materiali per definire il mio progetto. Insomma non è altro che una variante dell’architettura, in cui il fine sono io, la mia vita.

Tutto questo vuole farti capire che non è importatane sapere se anche gli altri fanno schifezze! Quello che è interessante è sapere il perché! E’ il motivo che fa la differenza. Tanto poi gli effetti ci saranno! Tanto vale prevederli :)

martedì 10 febbraio 2009

Torta di riso in crosta di mais

Adoro divagare con gli avanzi, mi permette quella creatività che per me è ossigeno e che a volte manca nel mio lavoro.
Per fortuna c’è la cucina che mi permette d’inventare e giocare con le energie e con me.
Cucinare è un grande gesto d’amore, e cucinare macrobiotico è un gesto di vero amore per sé stessi, anche se è impegnativo e a volte rischia di diventare un peso. Bisogna scrollarci di dosso quello che sappiamo e ricordarci che è sempre una scelta, non un’altra prigionia :)
Se siamo nati liberi e questa libertà è piena di responsabilità ci è stata offerta comunque per un motivo.


Due tazze di risotto ai porri (o con altre verdure)
Verdure stufate per altre preparazioni (facoltativo)
Due cucchiai di polenta precotta integrale
Acqua q.b.
Tamari
Erbe di provenza
Semi di sesamo e papavero
Olio e farina per ungere e infarinare la teglia


Mescolare il riso alle verdure e lasciare riposare. L’ideale sarebbe metterle assieme la mattina per poi cuocerla la sera, in modo da miscelare i sapori ma se avete poco tempo, potete farlo anche all’ultimo momento.
Oliare e infarinare una teglia, e versarci il riso e le verdure compattando con le mani bagnate. Versare a pioggia la polentina e inumidire con acqua spruzzando la superficie, non abbiate paura di esagerare, il mais l’assorbirà.
Se avete un vaporizzatore è utile riempirlo di tamari per spruzzare la superficie della torta, altrimenti è indispensabile dosare con attenzione la quantità di salsa, in modo da non esagerare.
Guarnire con le erbe aromatiche e i semi e cuocere in forno caldo a 180 ° per 20 minuti.