Esperimenti culinari, riflessioni, citazioni, forme e ricette in armonia con Arame e con il suo modo di vivere la cucina
martedì 24 gennaio 2017
Hamburgher di borlotti e spezie
venerdì 6 maggio 2016
Architettura & Arrampicata
lunedì 18 aprile 2016
Miglio per ricominciare al meglio
mercoledì 13 aprile 2016
Volevo la bicicletta… e mi è arrivato il tandem!
lunedì 17 settembre 2012
Seitan caramellato alla cannella
domenica 9 settembre 2012
Salsa verde
martedì 4 settembre 2012
Quanto tempo! Novita? Un po'...
| ... da CELTICA - Aosta 2012 |
- l'utilizzo di elettrodomestici, mi aiutano a semplificarmi la vita e a mangiare alimenti il meno trattati possibile;
- l'aumento di proteine animali, troverete quindi anche ricette di pesce, di cui citerò la fonte perchè io stessa sto imparando;
- l'aumento di ortaggi e frutta, anche cruda, e l'introduzione delle solanacee d'estate o per accompagnare il pesce.
- l'utilizzo del freezer, ottimo per le verdure, per il pane e la pizza, per il pesce non già surgelato, da usare il meno possibile per i legumi e mai per i cereali.
- consigli sull'organizzazione e l'autoproduzione.
Ho deciso che è ora, quindi, unito al fatto o che voglio imparare a cucinare il pesce, ho già il tema a qualche nuova ricetta.
lunedì 22 novembre 2010
mercoledì 27 ottobre 2010
Nishimè di Cavolo in Torta
Ovviamente questa è una ricetta un po’ lunga se si pensa di partire dal niente e produrla, ma se la si divide in due giorni diversi è sicuramente più breve e più sana.

1 cavolo cappuccio
100 gr. di uvetta
Santoreggia e maggiorana
Sale
Per l’impasto
300 gr di farina (metà integrale e metà raffinata)
15 gr di lievito di birra fresco
Un cucchiaio di olio di mais
Acqua q.b.
Sale
In aggiunta:
100 gr di tofu
Salsa di soia
Sesamo nero tostato
Per prima cosa pulite il cavolo e tagliatelo a quadratini (variante dei cubetti per il cavolo cappuccio).
In una pentola alta mettete un dito d’acqua, il cavolo, l’uvetta lavata e le erbe aromatiche. Cuocete per 15-20 minuti a pentola chiusa. La fiamma può essere alta fino al raggiungimento della temperatura di cottura, ovvero fino al formarsi del vapore, a quel punto abbassate il fuoco e iniziate a contare i minuti.
Quando il cavolo sarà tenero salate e lasciate riposare 10 minuti.
Il nishimè di cavolo (ovvero cottura senza olio ) può essere mangiato anche così e magari utilizzato per la realizzazione della torta al pasto successivo.
Sciogliete in mezzo bicchiere di acqua tiepida il lievito di birra e lasciate che riposi fino a quando non inizierà a far le bollicine. A quel punto unitela alla farina, all’olio, ad altra acqua e impastate.
Si deve ottenere una palla liscia che lascerete lievitare da 5 minuti a qualche ora.
Dividete l’impasto in due parti non uguali, la più grande circa due terzi del totale. Stendete prima la sfoglia con la porzione d’impasto più grande e foderate una tortiera precedentemente oliata e infarinata. Bucherellate con una forchetta. Farcite con il nishimè, eliminando l’acqua in eccesso, il tofu (sbriciolato con le dita) e cospargete la superficie di semi di sesamo tostate. Insaporite con un po’ di salsa di soia.
Stendete l’altra sfoglia e chiudete la torta rigirando il bordo.
Cuocete in forno a 180° per circa 3° minuti, ovvero fino a quando la superficie non risulterà dorata.
venerdì 27 agosto 2010
In fase di trasloco
Ho usato un anno. Un anno davvero tosto, che non ho vissuto come avrei dovuto vivere... troppe ansie, preoccupazioni, incertezze e tentennamenti. Ho usato un anno, ma sono cresciuta per due. Probabilmente sono invecchiata per tre, ma poco importa.Sono in atto tanti cambiamenti e non stupitevi se troverete novità anche nei prossimi post, se cambio io cambieranno anche loro… troppo simili l’uno all’altra non trovate???
Io questo periodo mi sono fatta molta auto-analisi, non ho solo sventrato una casa, rischiando di far crollare quello che doveva star su (vatti a fidare degli ingegneri :DDDD) ma ho ristrutturato anche me… anzi il termine giusto è manutenzione straordinaria dell’alghetta… e per farlo non ho dovuto presentare nessuna DIA ;)
Fino ad ora ho voluto cercare di apparire quello che sarei voluta essere come macrobiotica, parlando di evasioni, ma senza specificare più di tanto. La voglia di apparire quello che vorrei essere mi ha portata a non sentirmi più rappresentata da quello che scrivevo.
Sto cercando invece di sgretolare l’immagine che credo che gli altri abbiano di me, per vedere quella che sono davvero, per scoprire cosa mi piace e quello che voglio dalla mia vita.
Sto decidendo cosa tenere e cosa buttare in questo trasloco.
Il riso integrale verrà con me nella nuova casa, come il ricordo di chi mi ha dato la consapevolezza della sua importanza, Renai Levì. Renai ci ha lasciato nella notte tra il 15 e 16 agosto, e io lo ricorderò sempre con gratitudine, per quello che mi insegnato e per quello che ha fatto per molti.
Come ci insegna la filosofia orientale ad ogni cosa c’è il suo contrario, quindi io apro questo nuovo inizio con un pensiero di riconoscenza anche a C., la mia omonima bolognese, che conosciuta tramite questo spazio è diventata un’amica e confidente preziosa. Adesso che sta diventando mamma non posso fare a meno di pensarla tutti i giorni con tanto affetto.
mercoledì 17 giugno 2009
Zuppa di zucchine e piselli al curry
Due cipollotti (anche la parte verde, ma tenerne un po’ da parte per guarnire)
Tre zucchine
Tre cucchiai di piselli secchi (ammollati o no)
Una tazza d’acqua
Un cucchiaio di olio d’oliva extravergine
Kombu un francobollo
Curry q.d.
Sale integrale marino q.b.
Tagliare finemente i cipollotti, lasciandone una piccola quantità da parte per guarnire.
Mettere l’acqua a bollire.
Cuocere finch'è non sarà tutto morbidissimo, salare poco prima di spegnere la fiamma.
Frullare il tutto e servire caldo o tiepido con del cipollotto o dell’erba cipollina per guarnire.
giovedì 21 maggio 2009
Insalata di Miglio e i 5 Sapori
A parte il Criticissimo, il primo che capisce la citazione letteraria/cinematografica potrebbe ricevere un premietto dalla sottoscritta ;D
Andare a lavorare in bicicletta potrebbe farmi perdere peso, non per le teoriche calorie bruciate in minuti di libertà, ma per l’impossibilità di fare una spesa decente nell’unico supermercato bio della mia Ravenna, ovviamente posizionato dall’altra parte della città rispetto a dove lavoro. Se in più ci mettiamo che fare 20 km in bici, statisticamente contro vento, con una busta della spesa, non mi alletta per niente, ne risulta una cucina a casaccio ma ugualmente gratificante ;DDD
Miglio già cotto (gusto dolce)
Insalata a foglia di vario tipo (gusto amaro)
Mais (gusto dolce)
Capperi sotto sale (gusto salato)
Olive (fermentate)
Santoreggia
Origano
Per condire
Acidulato di riso (gusto acido)
Salsa di soia (gusto salato)
Senape (gusto piccante)
Acqua q.b.
Sono sicura che mettendo assieme questi ingredienti il risultato sarà comunque ottimo!
La salsina invece è particolare, però non fate la faccina schifata nel vedere senape e salsa di soia assieme, anche io l’avrei fatta, ma in realtà ci stanno di brutto :)
Riflessione sui 5 Sapori
L’amaro nutre il fuoco, quindi cuore e intestino tenue; il dolce alimenta la terra, stomaco milza e pancreas; il piccante è metallo, l’energia dei polmoni e dell’intestino crasso; il salato ovviamente piace ai reni e alla vescica, quindi energia acqua; l’acido, invece, è gradito al fegato e alla cistifellea ovvero energia legno.
Avere tutti i cinque sapori nell’arco di una, al massimo due, giornate da ricchezza alla dieta, smuove le energie e allontana la noia. Consiglio a tutti, soprattutto in questo periodi dell’anno, di riscoprire i sapori e di imparare a giocarci.
mercoledì 13 maggio 2009
Kanten - mousse Fragola e Vaniglia
La chiave di lettura del mondo… forse è questo che mi ha affascinata, nell’arte, nella geometria, nella poesia, nell’architettura e nell’alimentazione che diviene uno strumento di comprensione e di cambiamento…
Un dolce, in questa visione alimentare così profonda, è utile per alleggerire un po’ il tutto, in questa fase della mia vita che definirei “pesante”, con poche soddisfazione e con infinite possibilità.
Ogni giorno è una opportunità. Per vivere in una tale libertà basta un unico e importante punto fermo. Per me l'indiscutibile è una persona, così me la coccolo e ci vedo diventare grandi attraverso i suoi occhi.
Mezzo litro di succo di mela
½ limone - succo e buccia
10 o 12 fragole
Un pizzico di sale integrale
3 cucchiaini di agar agar in polvere
1 cucchiaio di malto di riso (facoltativo)
Una punta di vaniglia in polvere
Versare il succo di mela in una pentola d’acciaio, aggiungerci a pioggia l’agar agar, salare e mettere a bollire per 5 minuti mescolando di tanto in tanto per evitare che di attacchi.
Grattugiare il limone e spremerne il succo.
In un recipiente largo, magari di vetro, versare il succo di limone, la buccia grattugiata, il malto la vaniglia, le fragole tagliate e lavate e versare il succo di mela bollente.
Lasciare raffreddare per un paio d’ore. Una volta che si sarà formata la gelatina frullare e mettere in fresco in uno o più contenitori alimentari.
Servire in coppette e guarnire a piacere con mandorle tritate, fiocchi di mais, cereale soffiato (il top è la quinoa) o addirittura cioccolato fondente in scaglie (qui lo dico e qui lo nego ;PPP)
MacroConsiderazione dietetica.
Questo dolce è utile per chi si avvicina alla pasticceria naturale per coccolarsi e magari perdere anche un po’ di peso, infatti l’agar agar è priva di calorie e leggermente lassativa. Assieme al gusto dolce rilassa nel profondo e può essere molto utile per persone troppo tese. Se il pancreas è troppo contratto, infatti, la voglia di dolce sarà forte, e dessert come questo non solo la soddisferà ma assieme ad un’alimentazione mirata aiuterà a rilassarsi e a vivere con più serenità la tavola.
martedì 28 aprile 2009
Salsina Agrodolce alla Barbabietola
Tranquilli lo so anch’io che non c’entra nulla… questa salsa infatti nasce dalla voglia di creare un sapore agrodolce per nutrire il fegato, e per caso ho scoperto che è divina sulle gallette di mais. Quindi in caso di un aperitivo con amici io avrò una salsina dove tuffare le mie personalissime “patatine” ;)
Io la vedo perfetta anche per condire insalate di pasta o per accompagnare verdure sbollentate. Un'altra cosa interessante di questa salsa è il fatto che è totalmente priva di olio, quindi può anche sostituire un patè con lo stesso gusto e con una buona cremosità.

Barbabietola rossa 400 gr
Tre cucciai di acidulato di riso
Un cucchiaino di senape di buona qualità
Un cucchiaio di miso bianco
Un po’ santoreggia
Acqua calda q.b.
Mettete a bollire mezzo bicchiere d’acqua. In una ciotolina sciogliete il miso bianco nell’acqua calda e coprite con un piattino in modo che il calore attivi i fermenti. Lasciate riposare qualche minuto.
Tagliate a pezzettoni le rape e adagiatele nella brocca di un frullatore, aggiungete senape, l’acidulato di riso, la santoreggia e infine il miso bianco.
Frullate e aggiungete poca acqua fino a raggiungere la consistenza desiderata.
Dovrebbe risultare un agrodolce leggermente piccante. Tuffateci dentro le gallete ;)
martedì 24 marzo 2009
Crocchette d’orzo e spinaci

Stavolta non vi do delle dosi, ho semplicemente messo assieme dell’orzo già cotto con spinaci lessati, semi di sesamo, erbe aromatiche, farina di mais precotta e sale. Ho fatto delle palline schiacciate e le ho fritte in poco olio.
L’idea era di copiare la mia blogger preferita, ma la pigrizia mi ha stregata impedendomi di andare in città per comprare il tofu vellutato. Il risultato un vero e proprio piatto “povero”, ma davvero buono.
Molte delle mie ricette vanno prese così, sono solo degli spunti, tocca a voi farle vostre :)
venerdì 20 marzo 2009
Marzo
Ogni cosa si trasforma. Tutto cambia. Questo è il messaggio più potente e rivoluzionario di Oshawa, ancora più prezioso in un periodo storico come questo, dove l’omologazione ha reso anche i giorni in apparenza tutti uguali. Invece non è così, grazie al cielo, abbiamo la possibilità di cambiare, e il dono più grande: il libero arbitrio.
mercoledì 18 marzo 2009
Mangia che ti passa...
Mia madre ha svegliato mio padre per dirgli: "forse nostra figlia ha ragione", mio padre si è girato dall'altra parte e ha continuato a dormire... ;DDD
Io sono andata in rete e ho cercato di reperire l'interessantissimo servizio che mi ero persa.
Sul sito ufficiale della RAI si trova in una versione migliore che comprende anche la parte iniziale qui non presente.
Pettegolezzo: Franco Berrino ha frequentato per molto tempo Cuisine et Santè. Lo posso affermare con certezza dal momento che i miei suoceri hanno avuto l'onore di conoscerlo e io a gennaio ho avuto il piacere di incontrare uno dei suoi cuochi volontari. SIETE DEI GRANDI!!!
lunedì 16 marzo 2009
Mele e Castagne al cucchiaio
A me questo tipo di dessert piace la sera, ma credo sia ottimo anche come merenda o colazione… potrebbe essere un’idea anche per chi mi chiedeva una colazione alternativa alle creme e ai prodotti da forno.
Tre mele
Una tazza di castagne secche
3 cm di kombu
Due cucchiaini di Kuzu
Acqua q.b.
Mettere in ammollo le castagne con la kombu per una notte. Tagliare le mele a quarti e privarle del torsolo dopo averle lavate. Mettere mele e castagne in pentola a pressione. Togliere la kombu, perché sa troppo di mare per un dessert. Cuocere 40 minuti dal fischio e lasciare raffreddare. Frullare il tutto.
Sciogliere il kuzu in due dita d’acqua e aggiungerlo alla crema di frutta. Mettere il tutto sul fornello e cuocere a fuoco lento finché la crema non si addenserà, ovvero quando inizierà a sobbollire.
Servire tiepida o a temperatura ambiente.
mercoledì 11 marzo 2009
Cibi “non macrobiotici”???
Non so se in questo blog io abbia mai definito così gli alimenti, può essere benissimo che lo abbia fatto, come può essere che io stia cambiando e che, ponendomi le vostre stesse domande, le mie idee si evolvano.
Mi piace pensare ad un mondo soggetto tutto alle medesime regole, ma mi sto convincendo che l’uomo le abbia incasinate parecchio. Inoltre c’è anche un altro aspetto che non semplifica le cose, infatti, le abitudini che con gli anni abbiamo fatto nostre sono il prodotto di noi, tanto quanto noi di loro.
Mi chiedete se nella mia vita non ci siano mai alimenti squilibrati o chimici e io mi chiedo il motivo di questa domanda.
Se volete sapere se incontro le vostre medesime difficoltà… vi rispondo di si.
Ho 28 anni e ho amici con cui adoro fare l’aperitivo, essendo praticamente l’unico momento in cui li vedo, gradendo per nulla i ristoranti romagnoli per ovvi motivi, e la pizza di gomma spacciata in pizzeria, ho re-inserito nella mia vita qualcosa di poco sano, ma che mi fa rilassare e mi fa sentire parte di un qualcosa di importante per me.
Io mi sento macrobiotica, perché conosco gli effetti del cibo sul mio corpo, ho imparato a guarire me stessa e i miei cari da piccoli malanni o dolori, solo tramite l’alimentazione. So fare a cucinare solo macrobiotico, perché ho iniziato da giovane. Con gli anni poi ho imparato a riequilibrare gli effetti di alimenti squilibrati e a ripulirmi da cibi chimici. Questo però non vuol dire che non abbia più effetti sgradevoli causati dalle mie marachelle alimentari. Grazie al cielo il mio corpo si ripulisce in fretta perchè sono anni che gli do il cibo giusto.
Non credo nell’igienismo alimentare, ma non credo nemmeno che sia sempre giusto mangiare a caso. Se siete all’inizio è fondamentale fare dei bei periodi esclusivamente con cibi equilibrati, perché dovete capire cosa state facendo e comprendere cosa vuol dire stare bene. Dovete trovare voi le risposte corrette a ciò che è giusto in questo momento per voi, con la consapevolezza che “tutto cambia”.
Se avete malattie gravi o allergie da cui liberarvi allora non c’è eccezione che tenga, dovete guarire e farlo sul serio. Potete farlo se vi fate aiutare da qualcuno veramente competente.
Se invece questo non vi interessa, allora per me potete continuare a mangiare quello che desiderate, perché non sarete macrobiotici nemmeno mangiando solo riso.
E’ un concetto difficile da capire, una differenza sottile, tra il poterlo fare e il farlo… stranamente inverso da quello che si crede comunemente.
Se so di poter vivere senza determinati cibi, è poi indifferente se io ci stia realmente lontana. Perché??? Perché non ne sono più schiava. Decido ad esempio di fare l’aperitivo perché mi voglio rilassare e mi voglio sentire come i miei amici, ma posso decidere anche di non farlo e ordinare acqua bollente per mio kukicha perché voglio sentirmi bene, voglio curare qualcosa, voglio fortificarmi o non voglio rompere un esperimento alimentare… etc
Oshawa ha sperimentato su di sé gli effetti del cibo, passando attraverso grandi estremi, per capire davvero se era sulla strada giusta. Oshawa è morto a 74 anni. Lima, sua moglie, molto più rigorosa del marito verso un’alimentazione equilibrata, ha superato i 100 anni.
Entrambi hanno sperimentato su loro stessi la macrobiotica, in due versioni diverse, perché erano diversi gli obiettivi che essi rincorrevano, ed entrambi li hanno raggiunti.
Per me essere macrobiotica significa avere consapevolezza e scegliere di volta in volta un obiettivo da raggiungere e servirmi del cibo per cambiare me stessa, come i materiali per definire il mio progetto. Insomma non è altro che una variante dell’architettura, in cui il fine sono io, la mia vita.
Tutto questo vuole farti capire che non è importatane sapere se anche gli altri fanno schifezze! Quello che è interessante è sapere il perché! E’ il motivo che fa la differenza. Tanto poi gli effetti ci saranno! Tanto vale prevederli :)
martedì 10 febbraio 2009
Torta di riso in crosta di mais
Per fortuna c’è la cucina che mi permette d’inventare e giocare con le energie e con me.
Cucinare è un grande gesto d’amore, e cucinare macrobiotico è un gesto di vero amore per sé stessi, anche se è impegnativo e a volte rischia di diventare un peso. Bisogna scrollarci di dosso quello che sappiamo e ricordarci che è sempre una scelta, non un’altra prigionia :)
Due tazze di risotto ai porri (o con altre verdure)
Verdure stufate per altre preparazioni (facoltativo)
Due cucchiai di polenta precotta integrale
Acqua q.b.
Tamari
Erbe di provenza
Semi di sesamo e papavero
Olio e farina per ungere e infarinare la teglia
Mescolare il riso alle verdure e lasciare riposare. L’ideale sarebbe metterle assieme la mattina per poi cuocerla la sera, in modo da miscelare i sapori ma se avete poco tempo, potete farlo anche all’ultimo momento.
Oliare e infarinare una teglia, e versarci il riso e le verdure compattando con le mani bagnate. Versare a pioggia la polentina e inumidire con acqua spruzzando la superficie, non abbiate paura di esagerare, il mais l’assorbirà.
Se avete un vaporizzatore è utile riempirlo di tamari per spruzzare la superficie della torta, altrimenti è indispensabile dosare con attenzione la quantità di salsa, in modo da non esagerare.
Guarnire con le erbe aromatiche e i semi e cuocere in forno caldo a 180 ° per 20 minuti.













