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martedì 10 febbraio 2009

Torta di riso in crosta di mais

Adoro divagare con gli avanzi, mi permette quella creatività che per me è ossigeno e che a volte manca nel mio lavoro.
Per fortuna c’è la cucina che mi permette d’inventare e giocare con le energie e con me.
Cucinare è un grande gesto d’amore, e cucinare macrobiotico è un gesto di vero amore per sé stessi, anche se è impegnativo e a volte rischia di diventare un peso. Bisogna scrollarci di dosso quello che sappiamo e ricordarci che è sempre una scelta, non un’altra prigionia :)
Se siamo nati liberi e questa libertà è piena di responsabilità ci è stata offerta comunque per un motivo.


Due tazze di risotto ai porri (o con altre verdure)
Verdure stufate per altre preparazioni (facoltativo)
Due cucchiai di polenta precotta integrale
Acqua q.b.
Tamari
Erbe di provenza
Semi di sesamo e papavero
Olio e farina per ungere e infarinare la teglia


Mescolare il riso alle verdure e lasciare riposare. L’ideale sarebbe metterle assieme la mattina per poi cuocerla la sera, in modo da miscelare i sapori ma se avete poco tempo, potete farlo anche all’ultimo momento.
Oliare e infarinare una teglia, e versarci il riso e le verdure compattando con le mani bagnate. Versare a pioggia la polentina e inumidire con acqua spruzzando la superficie, non abbiate paura di esagerare, il mais l’assorbirà.
Se avete un vaporizzatore è utile riempirlo di tamari per spruzzare la superficie della torta, altrimenti è indispensabile dosare con attenzione la quantità di salsa, in modo da non esagerare.
Guarnire con le erbe aromatiche e i semi e cuocere in forno caldo a 180 ° per 20 minuti.

mercoledì 4 febbraio 2009

Muffins Mela Albicocche

I muffins ci piacciono molto e ultimamente stanno diventando una consuetudine, dal momento che la sera crollo prima di riuscire a metter sul fuoco la colazione, e la mattina mi sveglio talmente presto che potrei fare il pane prima che la mia metà si alzi. Il silenzio e il buio di una giornata ancora da vivere mi ispirano coccole e dolcezza e hanno lo scopo segreto di convincere il mio trascurato marito ad abbandonare l’abitudine del bar ;)


Tre piccole mele biologiche (o due grandi)
100 gr. di albicocche secche
300 gr. di farina biologico
Tre cucchiai di olio di mais spremuto a freddo
Tre cucchiaini di semi di papavero
La buccia grattugiata di mezzo limone
Cannella q.b.
Un cucchiaio di cremor tartaro
Un pizzico di sale


Lavare le albicocche e tagliarle a cubetti per poi metterle a bollire con acqua fino a coprire e un pizzico di sale. Cuocere finché il liquido non si sarà asciugato completamente.
Nel frattempo tagliare le mele in quattro, dopo averle lavate, e grattugiarle per ottenerne la purea.
In una prima ciotola mescolare la parte solida :farina, lievito, cannella e semi di papavero; mentre in un’altra, la parte umida: purea di mele, albicocche, scorza di limone. Versare l’umido nel secco e mescolare con le mani il meno possibile.
Accendere il forno a 200°.
Riempire i pirottini appositi con l’impasto aiutandosi con il cucchiaio da gelato e cuocere per 20 minuti abbassando la temperatura a 180°.

lunedì 26 gennaio 2009

Pane Osahwa e il rispetto per i doni della terra...

Lo so che la ricetta dello sformato di saraceno l’ho già postata, ma è più forte di me, rientra sempre nella mia vita con forza quando torno da Cuisine et Santè.
La cosa bella di questa preparazione è che la puoi fare con qualsiasi cosa, è ideale per l’inverno, e buonissima.

Il saraceno è un (non) cereale molto yang, cresce nel freddo e ha un tempo di maturazione molto breve.
Su “Medico di te stesso” di Naboru Muramoto si legge che conferisce a chi lo mangia di frequente la caratteristica della volubilità. Sinceramente trovo queste indicazioni sulle trasformazioni del carattere per merito del cibo curiosità interessanti, ma a volte azzardate.
Io per abitudine non abuso di alcun cereale, ad eccezione del riso, di cui sono davvero dipendente.
Il saraceno è ricco di ferro, proteine, sali minerali e vitamine, spesso è consigliato per l’anemia, assieme al miso. Vi invito a leggere questo post di Stella di Sale in cui tratta proprio l’argomento ferro.


Un bicchiere di farina di saraceno
Due cipolle
Verdura già cotta anche scolata da un minestrone
Due cucciai di olio di sesamo
Sale integrale marino
Un bicchiere e mezzo di acqua (o brodo di verdura)
Santoreggia (o qualsiasi erba aromatica)


In una ciotola miscelare farina, acqua, un pizzico di sale e una punta di santoreggia mescolando con una frusta. Lasciare riposare la pastella per un tempo che varia da trenta minuti a 8 ore.
Tagliare le cipolle a mezza luna e saltarle in padella con un cucchiaio d’olio per dieci/quindici minuti, mescolando di tanto in tanto. Salare e spegnere il fuoco chiudendo con un coperchio. Anche in questo caso lasciare riposare.
Unire alla pastella la cipolla e volendo altra verdura cotta e versare in un teglia oliata. Inserire nel forno gia caldo e cuocere per 20-30 minuti a 180 °.

Amore per il cibo
Il mio saraceno era rimasto dimenticato in dispensa e temevo avesse fatto qualche farfallina, ma non volevo buttarlo. L’ho messo in una ciotola piena d’acqua e vedendo effettivamente due farfalline vanire in superficie assieme ai grani ormai vuoti l’ho lavato ripetutamente. Buttando via tutto quello che si mostrava in superficie. L’ho messo poi ad asciugare su un panno di cotone pulito e il giorno dopo l’ho raccolto in un colino che ho posizionato sopra un calorifero per un’altra giornata in modo da fargli perdere l’umidità. Il giorno dopo ne ho fatto la farina che ho usato in questa ricetta.
Questa operazione sembra lunga ma si impiegano pochi minuti per ogni fase e la soddisfazione di recuperare tutto ciò che è buono di un alimento vi farà pensare che ne vale la pena, ne sono sicura…

venerdì 14 novembre 2008

Involtini di Zucca Tofu e Arame

Questa è una ricetta ispirata da un libricino di cucina naturale che ho sfogliato in libreria. Non ho letto ne gli ingredienti ne la preparazione, ma il solo vedere quella foto con la zucca e il tofu abbracciati da un brillante cavolo verza mi ha fatto fantasticare…
“Questa è mia!!!” ho affermato…
Ecco la mia proposta, gustosa, autunnale e davvero di enorme soddisfazione per me ;D
Buon appetito!



10 foglie di cavolo verza
Due tazze e mezza di zucca tafìgliata a cubetti
Un cucchiaio di arame già cotte
Una confezione di tofu
La parte verde di un cipollotto
Due tazze di acqua o di dashi
Tamari q.b.
Olio extra vergine di oliva
Cinque cucchiai abbondanti di besciamella al carry
Semi papavero per guarnire


Cuocere a vepore la zucca tagliata a cubetti per circa 10 minuti, utilizzando anche il dashi al posto dell’acqua volendo. Bollire il tofu per qualche minuto con un qualche goccia di tamari.
In una pentola a parte sbollentare le foglie di cavolo verza per 3 minuti ciascuna.
Io le cuocio a due a due, per garantire una cottura uniforme.
Non aggiungo altro sale perché le arame sono cotte in una soluzione di tamari e zenzero e risultano sempre abbastanza saporite.
Mescolare la zucca il tofu, le arame e la parte verde di un cipollotto tagliata fine fine.
Sistemare al centro di una foglia d cavolo verza un cucchiaio e mezzo di ripieno, piegare prima i lati della foglia, poi la parte superiore per poi ruotarla fino alla base, dove la costa si allarga naturalmente.
Ripetere l’operazione per tutte le foglie e disporre in una pirofila oliata. Guarnire con besciamella al carry* e semi di papavero.
Infornare a 180° per dieci minuti e servire ben caldo.

*Preparare la besciamella al carry è semplicissimo basta seguire la mia ricetta classica e aggiungere un bel po’ di carry al posto della noce moscata.

giovedì 6 novembre 2008

La Torta dell 'Anna

Questa torta ha una storia lunga quanto la mia macrobiotica. Credo sia il primo dolce che ho preparato, leggendo una ricetta su un libro. L’ho presentato anche a colei che oggi è la mia splendida suocera.
Le è piaciuto e ha iniziato a farlo con regolarità, stravolgendo e ri-inventando le mie indicazioni.
E’ diventato con gli anni un suo classico. Continua a rinnovarla tutt’oggi, mischiando cereali, alterando succo di mela e bevande vegetali, a volte anche mischiandoli tra loro… è davvero una fonte d’ispirazione.
Questa è una delle tante possibilità:


Una tazza di riso semintegrale
Due tazze e mezza di succo di mele limpido
5 mele
Malto (facoltativo)
Una manciata di uvetta
Una manciata di mandole
Una puntina di vaniglia
Una puntina di cannella in polvere
Un pizzico di sale marino integrale

Farina e olio di mais per ungere e infarinare la teglia

Sbucciare 4 mele e tagliarle in fette fini. In una pentola d’acciaio mettere a cuocere per 30 minuti il riso nel succo di mela, assieme alle mele, all’uvetta alle mandorle alla vaniglia e al sale.
Nel frattempo tagliare anche l’ultima mela con la mandolina in modo da ottenere fettine sottilissime per guarnire.
Accendere il forno alla temperatura di 180°.
Preparate la teglia ungendola e infarinandola..
Quando il riso sarà pronto lasciare la pentola chiusa per qualche minuto in modo che il riso assorba tutto il liquido e che si stacchi bene dal fondo. A questo punto assaggiate e valutate se necessita o meno di malto.
Aggiungere la cannella, mescolare e versare il composto nella teglia. Rivestire con le fettine di mela e infornare. Cuocere per 30 minuti


Questa ricetta si presta a mille varianti… scoprite la vostra!!!

giovedì 25 settembre 2008

Muffins ai mirtilli e profumo di cocco

Dopo domani mi sposo!!!
:**** a tutti!

Parte solida
320 gr di farina
3 C di farina di cocco
½ bustina di lievito naturale per dolci
1 c. raso di zenzero
Una spolverata di cannella
Una punta di vaniglia polverizzata

Parte liquida
Un bicchiere scarso di latte di soia (un dito dal bordo)
2 C colmi di malto
1 C di sciroppo d’acero
3 C di olio di mais
250 gr di mirtilli

In una ciotola unire gli ingredienti solidi. A parte miscelare quelli liquidi, facendo attenzione di sciogliere bene il malto nel latte di soia, mescolando con cura. Unire la parte liquida a quella solida e mescolare il meno possibile, quello che basta per amalgamare gli ingredienti.
Accendere il forno a 200°.
Preparare i pirottini di carta, ne basteranno 15 o 16, e con cucchiaio da gelato mettere una pallina d’impasto per ogni cestino.
Infornare e abbassare la temperatura a 180°. Cuocere in forno per 15-20 minuti facendo attenzione che non si dorino troppo.
I tempi di cottura sono un po’ il mio punto interrogativo di sempre, il mio forno cuoce molto in fretta, quindi regolatevi con il vostro alleato o semplicemente fate un po’ di attenzione :)

mercoledì 23 aprile 2008

Crostata alla frutta

Il compleanno di due amiche, qualche invitata veg*, una cuochetta macrobiotica che decide di approfittare dell’atmosfera free della festa per donare qualcosa di suo.
Sono questi gli ingredienti principali di una crostata alla frutta che è nata in un sabato un po’ malaticcio per la sottoscritta, che si è limitata a brindare con te bancha alle dolcissime festeggiate. Se vi ricordate la Crostata di Holloween, sono state fatte pochissime modifiche con il principale scopo di rendere gradevole anche ai maschietti un dolce naturale.


Per la pasta frolla
300 gr. farina integrale di grano tenero
50 gr. di olio di mais
1 abbondante cucchiaio di malto d'orzo
130 ml. di acqua
scorza di limone
sale
Una stecca di vaniglia
Un cucchiaio di lievito per dolci (facoltativo)

Per la farcitura
Marmellata di frutti bosco senza zucchero
Frutta fresca


La ricetta della pasta frolla è molto semplice, ma richiede un po' di attenzione con la temperatura.Occorre che i primi 4 ingredienti siano freddi, quindi vanno messi per una mezz'ora in frigo, poi si amalgama il tutto aggiungendo la scorza di limone, il sale e i semini della vaniglia (che si estraggono incidendo il baccello per il lungo e raschiando con la lama). L' impasto ottenuto va messo in frigorifero ancora per una mezz'ora; a questo punto basta oliare un po' la teglia e con l'aiuto delle mani stendere l'impasto su tutta la teglia cercando di ottenere lo stesso spessore. Infine si bucherella l’impasto con una forchetta per evitare che in cottura si creino delle bolle.
Stendere la marmellata e cuocere l’impasto in forno a 180° per circa 30 – 40 minuti. Non volendola troppo secca ho messo una ciotolina piena d’acqua, come si fa per il pane, per aumentare l’umidità dentro il forno.
Una volta che sarà pronta aspettare che si raffreddi e guarnire con frutta fresca, magari di stagione.
;DDD

lunedì 17 marzo 2008

Strudel di kamut alle erbette

Un pic nic in spiaggia trasformato in aperitivo veloce a causa di nuvoloni coreografici, ma fuori luogo. La giornata e stata resa comunque davvero piacevole dall’inaspettata visita di una coppia di amici che hanno la nostra stessa voglia di mare e sole.


Questo strudel salato è davvero comodissimo da portarsi in giro come pranzo al sacco. L’amaro della cicoria è incredibilmente mitigato dalla dolcezza del tofu, dei lischi (o barba di frate) e del kamut, e secondo me assieme creano un’armonia di sapori da sperimentare.


Per la pasta
100 gr. di farina di kamut
200 gr. di farina bianca
50 gr. Olio extravergine d’oliva
un pizzico di sale
140 gr di acqua

Unire le farine, il sale, l’olio e l’acqua, amalgamare gli ingredienti fino a attenere una pasta liscia. Lasciare riposare per almeno un’ora.

Per il ripieno
Cicoria
Un mazzetto di lischi
100 gr. di silk tofu
una manciata di pinoli
un pizzico di sale
un cucchiaino scarso di kelp

Lavare la cicoria e i lischi e lessarli in poca acqua salata per circa un quarto d’ora. Al termine della cottura scolare bene le erbe. In un frullatore amalgamare lischi e cicoria assieme al tofu e all’alga kelp. Aggiungere solo dopo i pinoli e aggiustare di sale.
Stendere la pasta fino ad ottenere una sfoglia dalla forma più o meno rettangolare, dello spessore di circa 2 o 3 millimetri. Spalmare su di essa la crema di verdure e arrotolare la sfoglia come per fare uno strudel inumidendo la sfoglia in un lembo per richiuderla.
Metter in una teglia unta e cuocere in forno a 200 ° per 15 minuti.
Lasciare raffreddare prima di servire.

La Kelp non è altro che una selezione atlantica di varietà di alghe kombu. Viene polverizzata tramite macinazione. Ha un sapore forte, ed è un ottimo energizzante, dal gusto salato e inteso. Si consuma solitamente in piccole quantità assieme e verdure e a creme di verdure.

giovedì 20 dicembre 2007

Un classico: Pane Ohsawa

Arrivo un po’ lunga rispetto le vostre richieste, ma dovevo rifarla per essere sicura delle proporzioni, perché di solito con questo piatto vado ad occhio.
Anche in questo caso ci sono molti modi di preparazione e mille ricette, io ho imparato a farlo in Francia e trovo che sia perfetto per il lunch box, e per quando si ha proprio tanta fame ;)
È’ sicuramente una portata energetica che consiglio di masticare bene.
Ideale anche come snach e rompi fame!
Io per la sua preparazione al posto dell’acqua uso sempre minestroni di verdura vari, perché odio surgelare gli alimenti e quando abbondo nelle loro quantità, oppure quando o cucinato troppa verdura, è un modo alternativo per proporli e per rinnovarli nell’energia.


1 tazza di farina di grano saraceno
3 tazze e mezza di minestrone di verdura (anche acqua)
½ cipolla
Olio di semi di sesamo
Sale integrale marino
2 cucchiai di erbe di provenza o rosmarino

In una ciotola mescolare la farina di grano saraceno e il minestrone di verdura(nel caso si utilizzi l'acqua aggiungere anche un po' di sale), e lasciare riposare, per qualche ora sarebbe meglio, io in questo caso ho aspettato solo mezzora.
Tagliare la cipolla e farla saltare in poco olio di sesamo fino a che non diventa scura, ovvero marroncina, non bruciata ovviamente, salare e chiudere il coperchio lasciandola appassire per una decina di minuti.
Accendere il forno a 180°. Prendere la ciotola con pastella di farina di grano saraceno e unire la cipolla saltata e le erbe di provenza.
Ungere una teglia e versare la pastella, infornare e cuocere per un’ora, ovvero fino a che non avrà fatto una crosticina dorata.
Lasciare raffreddare prima di mangiare.

Macro Considarezioni
Le farine andrebbero sempre in proporzione molto minore rispetto i cereali, soprattutto se si sta facendo una dieta curativa, comunque rimane il principio di variare e divertirsi provando e mettendo in pratica quello che studiamo.
E’ importante rispettarci e volerci bene, stringere con l’alimentazione quando ne abbiamo voglia o soprattutto quando ne abbiamo bisogno.

venerdì 14 dicembre 2007

ASPETTANDO NATALE 2007: La torta Sacher Macrobiotica

Un venerdì sera anomalo passato a mettere in pratica le elucubrazioni mentali di una settimana e oltre, che hanno dato vita a questa torta per le raccolta di ricette natalizie organizzata da FrancescaV, per la sua iniziativa Aspettando Natale.
Mi sono divertita un sacco e anche il mio Tester ha elargito un verdetto più che favorevole: SPACCA!!! Ma non può essere macrobiotica!!!
Invece SI, lo é ;)



Per la torta
300 gr di farina di grano tenero 00
50 gr di farina di carrube
50 gr. di granella di mandorle
50 gr. di granella di nocciole
50 gr di uvetta sultanina
15 gr di lievito naturale per dolci
Un cucchiaino di cannella
Un pizzico di sale
Un baccello di vaniglia

Nel frullatore
2 mele sbucciate e private nel torsolo
4 cucchiai di olio di mais
4 cucchiai di succo di acero
Scorsa di mezza arancia biologica
250 gr di latte di riso

Per la farcitura
350 gr di succo di mela senza zucchero
3 cucchiai di kuzu
Un po’ di acqua

Accendere il forno a 200°.
In una ciotola mischiare assieme tutti gli ingredienti secchi tranne la vaniglia e una manciata di granella di frutta secca. In un frullatore amalgamare tutti gli altri ingredienti. Prendere il baccello di vaniglia e inciderlo per il lungo con un coltello affilato, e con la lama raschiare la parte interna del baccello prelevare i semi dello stesso. Unire la vaniglia all’impasto.
Prendere una tortiera ungerla e infarinarla, versare l’impasto e guarnitre con la granella di mandorle e nocciole.
Infornare e cuocere per 35 minuti, ma dopo i primi 10 minuti abbassare la temperatura 180°.
In un pentolino mettere sul fuoco il succo di mela aggiungere il sale e il kuzu sciolto nell’acqua. Mescolare fino a che il liquido non accenna il bollore (o meglio un attimo prima), allora spegnere il fuoco.
Il succo di mela sarà tornato trasparente e avrà cambiato consistenza diventando tipo confettura.
Una volta che la torta sarà fredda tagliarla a metà con un coltello affilato e spalmare la farcitura, volendo guarnirla ulteriormente con la granella di nocciole e mandole.


Il Kuzu è un addensante naturale, ha anche la proprietà di fortificare l’intestino e l’apparato digerente.
Le qualità addensanti del kuzu dipendono molto dalla freschezza, se vi trovaste in una situazione tale per cui quello utilizzato non fosse stato sufficiente per ottenere la consistenza voluta allora si consiglia per prima cosa di lasciarlo raffreddare. Successivamente prendete un ulteriore quantità di kuzu e scioglierla in pochissima acqua, unirla al succo di mela leggermente addensato in precedenza e mescolare con un cucchiaio di legno. Continuare a mescolare sulla fiamma, attendendo che la miscela con il calore inizi ad addensarsi e come fatto in precedenza. Spegnere il fuoco appena prima che incominci a bollire.
Si sconsiglia di non far bollire il kuzu per evitar che perda le sua fantastiche proprietà. Seguendo questo meccanismo dovreste sempre riuscire a ottenere la consistenza ideale

martedì 4 settembre 2007

Muffins alle Mela e Nocciole

Una promessa è una promessa!!! Finalmente ho trovato il tempo di sperimentare una ricettina dolce, imparata al corso di cucina, proprio la sera di cui avevo pubblicato il post.
Rispetto alla ricetta originale (tra l'altro perfetta) fatto un'unica modifica, infatti non ho messo la vaniglia in polvere, cosa che mi sa un po’ da chimico, ma i semini all’interno del baccello, sicuramente più naturali e gustosi. Non credo che tale correzione possa cambiare il gusto più di tanto, ma è solo un’accortezza in più.

Ci sono macrobiotici che vedono nel dolce un peccato mortale, un eccesso di Yin difficilmente equilibrabile. Sono convinta che all’interno di un’alimentazione naturale niente sia così pericoloso, ci penserà il nostro corpo, infondo una volta che si è riusciti a raggiungere un equilibrio a noi ideale, una maggiore libertà può esserci d’aiuto per mantenerlo più a lungo.
Ricordatevi che è solo un gioco di energie, se non si stanno facendo periodi di cura tutto è permesso con piccoli accorgimenti, perché la macrobiotica è vivere pericolosamente” (Renai Levì)… e se lo dice lui ;)



( dose per 22 piccoli muffins)

250 gr. di farina tipo 0
50 gr di farina di carrube
100 gr. di nocciole
100 gr. di uvetta
100 ml. di olio di mais
100 ml. di succo d'acero
1 bustina di lievito per dolci
un pizzico di sale
un limone biologico
2 o 3 mele
un baccello di vaniglia
Necessario: pirottini di carta o l'apposita carta da forno

Tagliare le mele in quattro spicchi e privarle del torsolo. Grattugiarle e metterle da parte. Prendere il limone, e dopo averlo lavato con cura grattugiare la buccia e unirla alla polpa di mele.
Prendere le nocciole frullarle grossolanamente e metterle in una ciotola. Aggiungere le farina e il lievito e mescolare con mani.
Prendere la stecca di vaniglia, aprire il baccello a metà con un coltello e con lama prendere i semi al suo interno e unirli alle farine.
Aggiungere ora gli ingredienti liquidi e ottenere un impasto morbido e un po’ appiccicoso.
L’impasto potrebbe necessitare di un aggiunta di farina perché la consistenza dipende anche dall’umidità della frutta, quindi quello che conta è ottenere una miscela abbastanza densa da poter formare delle palline.
Disponete in una teglia da forno i pirottini di carta e con il classico cucchiaio da gelato versare l’impasto nei cestini di carta.
Infornate a 190° per 25' - 30' fino a quando non diventano dorati.

lunedì 18 giugno 2007

Crackers di Farro al Sesamo

In realtà non è il clima ideale per dei crackers cotti al forno, ma nascono da un piccolo errore culinario, e siccome mi sono piaciuti più della torta salata di cui dovevano essere l’impasto, ho pensato di proporre questa ricetta come ottima sostituzione dei soliti crackers implasticati, pieni di lievito e grassi idrogenati non proprio salutari.
Visto il caldo assurdo che fa oggi (27° alle 8:30 di mattina) potrei mangiarli solo come accompagnamento di una trasgressiva insalata, ma non dovrei dare questi suggerimenti, vero??? ;P
Al massimo, se vi interessano, teneteli presenti per un futuro più propizio, e sappiate che l’impasto se tirato meno fine è perfetto per una torta salata.
Il mio errore è stato l’essermi scordata il sale nel ripieno e quindi la torta prodotta non è degna di essere pubblicata, ma mangiata sì, magari con un po’ di gomasio o tamari aggiunto.
Se il sale è troppo poco non è mai un problema, è l’eccesso che è faticosamente rimediabile, poi con questo caldo dimenticarsi del sale è solo una cosa buona!


100 gr. farina di farro
100 gr. farina integrale
50 gr farina setacciata
2 cucchiai di olio di sesamo spremuto a freddo
20 gr di sesamo
acqua
un pizzico di sale integrale marino (facoltativo)

In una ciotola di vetro miscelare le farine con le mani, aggiungere l’olio e continuare a mescolare facendo attenzione a sciogliere i grumi che potrebbero essersi formati. Incorporare i semi di sesamo e l’acqua fino ad ottenere un impasto morbido ed elastico.
Lasciare riposare in frigo almeno una mezzora, ma anche tutta la notte come ho fatto io.
Trascorso il tempo, riprendere la pallina dal frigo e impastarla facendole riprendere elasticità.
Su una spianatoia in legno (infarinata) stendere la pasta sottile fino a raggiungere uno spessore di quasi un millimetro. Con il taglia pizza tagliare la sfoglia a losanghe. Distendere i quadrati su di una teglia foderata con la carta da forno, infornare a 200° per 10 minuti, trascorsi i quali abbasserete la temperatura e terminerete la cottura finché non risulteranno appena dorati.

mercoledì 16 maggio 2007

Ricette dono: Biscotti a Caso

Questa ricetta ha una storia lunghetta… praticamente quanto il mio blog… Non sono proprio macro biscotti perché c’è anche l’uso del succo d’acero assieme al malto, quindi un po’ più yin, ma del resto i dolci come dovrebbero essere?
Questi biscotti prendono vita dal desiderio di ideare un regalo per una blog-amica in occasione del suo compleanno… certo sono un po’ in ritardo, ma lei mi perdonerà, ne sono sicura.
Inoltre ho messo insieme un po’ di esperienza acquisita al corso di cucina, ma anche della teoria che deriva dalla lettura di un libro… ovviamente c’è anche un pizzico di voglia di provare, anche se l’ingrediente principale era il desiderio di fare qualcosa di gradito a Donnina ;)
Io comunque spero che piacciano a molti :D


100 gr di farina di farro
150 gr. di farina integrale
50 gr. di farina di carruba
un pizzico di sale integrale
3 cucchiai di olio di mais
4 cucchiai di succo d’acero (o di malto di riso)
acqua
80 gr. di uvetta sultanina
30 gr. di granella di nocciole

una miscela di malto e acqua

In una ciotola di vetro mettere le farine, il sale e miscelare con le mani in modo da ottenere un mix omogeneo. Aggiungere l’olio e fare lo stesso procedimento facendo attenzione ai grumi, nel caso si formassero è facilissimo ridurli con le mani. Versare lo sciroppo d’acero sciolto in un po’ d’acqua e aggiungerla piano fino ad ottenere un impasto liscio e abbastanza morbido. Mettere in frigo e lasciare riposare almeno mezzora.
Nel frattempo mettere a bagno l’uvetta.
Trascorso il tempo prendere l’impasto e stenderlo con il matterello su una spianatoia infarinata fino a ottenere uno spessore inferiore a due mm. Tagliare la “sfoglia” in rettangoli stretti e lunghi di circa 18x8 cm. Nel centro posizionare l’uvetta e la granella di nocciole per il lungo, e dopo aver bagnato un lato lungo della pasta prendete il lembo opposto e richiudetelo arrotolandolo verso l’altro. Con un coltello tagliare in quattro questo salamino e richiudete ogni rettangolo con l’indice bagnato, se necessario prima rimboccate più interamente il ripieno. Fare questo procedimento fino al termine della pasta. Disporre i biscottini ripieni in un teglia foderata con la carta apposta e infornarli alla temperatura, già raggiunta, di 200° per una decina di minuti.
Trascorsi i quali abbasserete la temperatura a 150° e terminerete la cottura.
Appena tirati fuori dal forno spennellarli con la miscela di malto e acqua in modo da fare una glassa brillante. Si conservano per qualche giorno in un vaso di vetro.


martedì 24 aprile 2007

Mini Calzoni alla Bieta e Tofu

Domani sarà per molti una giornata dedicata alla gita fuori porta, alcuni fortunati sono già in ferie e altri ne approfitteranno nei prossimi giorni… Così ho pensato di proporre un’idea simpatica e gustosa per un pic-nic all’aperto!!! Lo so che il saraceno è un cereale prevalentemente invernale, ma del resto l’aria è ancora frizzantina e mi sembrava un idea carina per salutare questo cerale che non vedrò più fino al prossimo freddo...


Per l’impasto
100 gr di farina di saraceno
150 gr di farina integrale
2 cucchiai di tamari
1 cucchiaio di olio di sesamo
acqua

Miscelare le farine, poi aggiungere il tamari e l’olio di sesamo e mescolare con le mani in modo da far assorbire i condimenti in maniera omogenea, dopo di che, aggiungere l’acqua un poco per volta fino ad ottenere un impasto morbido e liscio.
Riporre in una ciotola, coprire con un panno, e lasciarlo riposare per almeno mezzora.



Ripieno
un cespo o mazzo di Bieta cotta in acqua salata (non buttare l'acqua, ma riutilizzarla per la cottura di cereali o per la creazione della prossima zuppa)
silk tofu 250 gr
due cucchiai di pinoli
sale integrale q.b.

Tostare i pinoli e metterli da parte. In un frullatore passare la bieta, il tofu e il sale.
Versare il composto in una ciotola e aggiungere i pinoli!

Prendere l’impasto, dividerlo in 6/8 palline e tirale su una spianatoia con il matterello in modo da fare 6/8 dischi dello spessore di circa 3-4 mm. Se la pesta è molto morbida e presenta qualche difficoltà, fare questa operazione direttamente sulla carta da forno, inoltre la dimensione ridotta dei cerchi renderà le cose più facili! Dopo di che con un cucchiaio mettere il ripieno nella metà di ogni disco e richiudere la pasta su sé stessa!!! A questo punto foderate una teglia con la carta da forno e disponete i calzoncini. Infornate a 200° per 7-8 minuti, trascorsi i quali abbasserete la temperatura e terminerete la cottura ancora per qualche minuto…

Appena sfornati sono molto buoni, ma freddi sono il top… poi se li si mangia all’aperto seduti su una coperta stesa nell’erba… mmm… ;)

martedì 10 aprile 2007

Crocchette di Riso Sakura

Il pic-nic di pasquetta è stata un’opportunità carina per far vedere alle mie amiche cosa più essere un pasto in versione macro. Sono tornata a casa con il cestino vuoto, e questo è un buon segno :)
C’è stato anche qualche bis con mia immensa soddisfazione e devo dire che alla fine hanno detto tutte di essere state soddisfatte da questa iniziativa!
Io mi sono divertita un sacco a cucinare per loro, e per questo le ringrazio!!!
Come promesso propongo la ricetta di quello che ho offerto, partendo dalle crocchette di riso, queste da fredde non sono affatto male, ma è da bollenti che danno il meglio di loro ;)


OCCORRENTE
Cucchiaio da gelato (quello per fare le palline per intenderci)
2 ciotole capienti

200 gr. di riso integrale o semintegrale
2 cucchiai di tamari
50 gr si semi di sesamo
70 gr di pangrattato (se è possibile integrale)
Sale

Dopo l’ammollo preparare il riso cuocerlo in pentola a pressione aggiungendo al posto del sale i due cucchiai di tamari. Questa cottura è sicuramente la mia preferita perché il riso acquista un carattere particolare e un gusto veramente ottimo :)
Una volta terminata la cottura mettere in una ciotola il riso e stenderlo in modo che si raffreddi. Nel frattempo frullare i semi di sesamo, aggiungerli al pangrattato e metterli in un piatto fondo. Prendere la seconda ciotola riempirla d’acqua e aggiungere circa 2 cucchiaini di sale.
Una volta che si è foderata una teglia con la carta da forno si è pronti per preparare le crocchette.
Prendere il riso con il cucchiaio da gelato pressando bene in modo che il riso prenda la forma, poi con la mani bagnate con l’acqua salata finire di dargli l'aspetto di una sfera e impanale con il mix precedentemente preparato.
Fare questo procedimento fino al terminare il riso. Disporre le crocchette nella teglia in modo che non siano troppo vicine l’una all’altra e infornarle a 200° fino a quando non avranno fatto un invitante crosticina.
Servire bollenti con due gocce di tamari!