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venerdì 20 marzo 2009

Marzo

Ops! Siamo già al 20 marzo… Ecco il pensierino del mese :)


Ogni cosa si trasforma. Tutto cambia. Questo è il messaggio più potente e rivoluzionario di Oshawa, ancora più prezioso in un periodo storico come questo, dove l’omologazione ha reso anche i giorni in apparenza tutti uguali. Invece non è così, grazie al cielo, abbiamo la possibilità di cambiare, e il dono più grande: il libero arbitrio.

martedì 3 febbraio 2009

Febbraio


giovedì 1 gennaio 2009

Per un 2009 sempre più Macro



Quest’immagine viene da un calendario di un UPM, mi è arrivato per mail e anche questa volta devo ringraziare Lorenzo e Silvia per questa chicca. Al di là del valore artistico delle immagini, quello che a me preme farvi arrivare sono le frasi di Oshawa, che qualcuno a scelto per insegnarci, o semplicemente ricordarci, cose importanti.

Riempite questa giornata di buoni propositi e servitevi delle altre per realizzarli.

BUON ANNO

lunedì 16 giugno 2008

L'importanza di diventare vegetariani

...di Umberto Veronesi.
La Repubblica, 6 giugno 2008

Cio' che il vertice Fao ha 'dimenticato' di discutere e' il cuore del problema della fame nel mondo, che non è solo legato ai costi di produzione e distribuzione dei cibi, ma sopratutto alle abitudini alimentari della popolazione del pianeta. Occorre una rivoluzione nell'alimentazione dei Paesi ricchi per dare il via concretamente e subito ad una soluzione della tragedia dei Paesi poveri, dove si soffre la fame, noi siamo alle prese con il problema opposto.
Aumenta l'obesita' tra i nostri figli, le nostre adolescenti anoressiche usano il troppo cibo come ricatto e se ne privano fino a lasciarsi morire, la nostra dieta opulenta ci fa ammalare sempre di piu'. Proprio su questi temi si riuniranno a Venezia a settembre alcuni fra i maggiori esperti per la Quarta Conferenza Mondiale sul Futuro della Scienza: 'Food and Water for Life'.
Io penso che l'ingiustizia alimentare sia una delle peggiori iniquita' dei nostri tempi: una questione di civiltà e di cultura che ci riguarda tutti da vicino. C'e' un comportamento individuale responsabile, infatti, che può contribuire ad equilibrare questi due drammatici estremi ed e' la riduzione del consumo di carne.
Molti uomini di scienza e di pensiero hanno creduto che la scelta vegetariana fosse quella giusta per l'armonia del pianeta. Dal genio rinascimentale di Leonardo da Vinci, che non poteva sopportare che i nostri corpi fossero le tombe degli animali, fino ad Albert Einstein, il piu' grande scienziato del'900 che presagiva che nulla darà la possibilità di sopravvivenza sulla Terra quanto l'evoluzione verso una dieta vegetariana.
Anch'io sono convinto che il vegetarianesimo sia inevitabile, per tre motivi, il primo e' di ordine ecologico/sociale.
I prodotti agricoli a livello mondiale sarebbero in realtà sufficienti a sfamare i sei miliardi di abitanti, se venissero equamente divisi e sopratutto se non fossero in gran parte utilizzati per alimentare i tre miliardi di animali da allevamento.
Ogni anno 150 milioni di tonnellate di cereali sono destinate a bovini, polli e ovini, con una perdita di oltre l'80% di potenzialità nutritiva: in pratica il 50% dei cereali ed il 75% della soia raccolti nel mondo servono a nutrire gli animali di allevamento.
L'America meridionale, per fare posto agli allevamenti, distrugge ogni anno una parte della foresta amazzonica grande come l'Austria. Trentasei dei quaranta paesi più poveri del mondo esportano cereali negli Stati Uniti, dove il 90% del prodotto importato è utilizzato per nutrire animali destinati al macello.
Viviamo in un mondo dove un miliardo di persone non ha accesso all'acqua pulita e per produrre un chilo di carne di manzo occorrono piu' di trentamila litri di acqua. Già oggi non riusciamo neppure a contare quante malattie e quante morti potrebbe evitare un minore consumo di carne. Veniamo così indirettamente alla seconda motivazione del vegetarianesimo, che è la tutela della salute. Non ci sono dubbi che un alimentazione povera di carne e ricca di vegetali sia più adatta a mantenerci in buona forma.
Gli alimenti di origine vegetale hanno una funzione protettiva contro l'azione dei radicali liberi, cioè quelle molecole che possono alterare la struttura delle cellule e dei loro geni. Si può quindi pensare che chi segue un alimentazione ricca di alimenti vegetali è meno a rischio di ammalarsi e possa vivere più a lungo.
C'è poi un secondo fattore.
Noi siamo circondati da sostanze inquinanti che possono mettere a rischio la nostra vita. Sono sostanze nocive se le respiriamo, ma lo sono molto di più se le ingeriamo. Consumando carne, ci mettiamo proprio in questa situazione, perché dall' atmosfera queste sostanze ricadono sul terreno, e quindi sull'erba che, mangiata dal bestiame,(o attraverso i mangimi) introduce le sostanze nocive nei suoi depositi adiposi, e infine nel nostro piatto quando mangiamo la carne. L'accumulo di sostanze tossiche ci predispone a molte malattie cosiddette "del benessere" (diabete non - insulino dipendente, arteriosclerosi, obesità). Anche il rischio oncologico è legato alla quantità di carne che consumiamo. Le sostanze tossiche si accumulano più facilmente nel tessuto adiposo, dove rimangono per molto tempo esponendoci più a lungo ai loro effetti tossici.
Frutta e verdura sono alimenti poverissimi di grassi e ricchi di fibre: queste agevolano il transito del cibo ingerito, riducono il tempo di contatto con la parete intestinale degli eventuali agenti cancerogeni presenti negli alimenti.
I vegetali poi, oltre a contaminarci molto meno degli altrialimenti, sono scrigni preziosi di sostanze come vitamine, antiossidanti edinibitori della cancerogenesi (come gli flavonoidi e gli isoflavoni), che consentono di neutralizzare gli agenti cancerogeni, di "diluirne" la formazione e di ridurne la proliferazione delle cellule malate.
La terza motivazione, ma non l'ultima, è di ordine etico - filosofico ed è quella che ha fatto di me un vegetariano convinto da sempre. Io ero un bambino di campagna, amico degli animali e oggi sono un uomo che ha il massimo rispetto per la vita in tutte le sue forme, specie quando questa non può far valere le proprie ragioni. Il cibo è per me una forma di celebrazione della vita, ma non mi piace celebrare la vita negando la vita stessa ad altri esseri.

lunedì 10 marzo 2008

Unghie sul Vetro

Non sono brava ad arrampicarmi sugli specchi. E’ una cosa che trovo poco edificante e mi ritengo troppo impegnata per perder tempo a inventare scuse. Più vado avanti nel mondo del lavoro e più mi rendo conto che la maggior parte dei professionisti campa e fa successo promettendo cose su cui non ha nemmeno voce in capitolo. Spesso soffro vedendo il mio nome per forza accostato a persone di questo genere. Razionalmente mi dico che sono ancora troppo giovane ed inesperta per capire come mai queste persone, fantastiche per altre caratteristiche, abbiano dovuto sviluppare l’egregia capacità di vender fumo. Razionalmente mi dico: “aspetta! Cerca di imparare il più possibile, con calma e interesse”.
Razionalmente…
La mia anima a volte s’indigna, e non capisce perché la sincerità e la buona fede vengano spesso presi per debolezza. Io che guardo negli occhi chiunque e non temo di ammettere ne il mio impegno, ne il possibile errore. Spesso mi trovo a dover sentire le mie unghie graffiare gli specchi per cercare di difendere comportamenti indifendibili solo per proteggere quel nome a cui ormai si lega anche il mio.
Ne soffro, ma forse è perché sono ancora troppo giovane (?) per capire, e continuo a giustificare e a credere nella buona fede, ma poi mi chiedo “ e se anche queste persone hanno aspettato di capire, fino a diventare loro stesse queste scuse e impegni disattesi che le caratterizzano oggi?”
Non so!
Per ora aspetto, e cerco di continuare a farmi ferire da queste cose, perché è l’unico modo per non farsi inghiottire.
Già!
Per ora preferisco non farmi la corazza, perché non voglio diventi normalità nella mia mente.

martedì 11 dicembre 2007

La Fucina di ForumEtici

Da una decina di giorni è nato un nuovo foodblog. L’idea è di quel vulcano di Vera, che ha proposto la creazione di un sito per la raccolta delle ricette Vegan, come completamento di ForumEtici.
Il forum, a cui la stessa Vera mi ha invitato mesi fa, è stato già argomento di un mio post, a cui sono seguite mail con scambi di idee e considerazioni personali tra noi due.
Il mio blog ha sempre presentato ricette vagan al cento per cento, ma con una continua attenzione alla ricerca dell’equilibrio di energie.
La macrobiotica non è necessariamente vegetariana/vegan, su questo non ci sono dubbi, ma il mio obiettivo è sempre stato quello di offrire un silenzioso contributo alla cucina cruelty free, infatti sono convinta che sarebbe fantastico che tutti mettessero il rispetto della vita al primo posto.
Questo non vuol dire che chi mangia carne, pesce o derivati animali ne sia privo, anzi, ho idea, che per assurdo, alcuni cacciatori ne sia più consci di altri.
Malgrado questo promuovo l’intimità di questa scelta e la mia idea su di essa è in continua evoluzione.
Tornando al blog, è stato chiamato la Fucina di ForumEtici, è un blog di gruppo, le cui curatrici sono Kham, Vera, Pleiadi, Rugiada e Jessica, a cui si aggiungono alcuni collaboratori esterni tra cui ci sono anch’io.
Ieri è stata pubblicata una mia ricetta: Muffins di pere e cacao.
Io vi invito a darci un occhiata, perché secondo me ne vale la pena ;)

martedì 26 giugno 2007

L’Etica in Tavola???

Conoscete Vera? Adoro il suo blog e l’energia che ci mette nell’opera di veganizzazione del blog mondo. (Questa è puramente un battuta, e Vera mi chiede di specificare che l'intento del suo blog è quello di curare uno spazio suo per condividere esperienze di vita, e per offrire un punto di incontro e di confronto per chi si avvicina a scelte di vita affini alla sua).
Qualche tempo fa mi ha scritto una mail invitandomi a ForumEtici per conoscere idee, ma soprattutto esperienze di vita vegan e vegetariana!!!
Il suo invito è stato da me ancor più apprezzato, in quanto le avevo parlato della mia intenzione di eliminare gradualmente dalla mia dieta il pesce (unica creatura che sacrifico per la mia sopravvivenza), perché con il tempo ho iniziato a pormi anche problemi di tipo morale.
Purtroppo non sono rimasta colpita in modo favorevole dal criterio utilizzato per quanto riguarda l’alimentazione, e sono rimasta ancora più basita dall’approccio utilizzato per diffondere il pensiero vegan.

Questo post non è altro che un pensiero ad alta voce, un ragionamento che ho fatto, e che mi viene spontaneo condividere con altre persone, per capire e approfondire la tematica.

Mi piace l’approccio di Vera, adoro il blog e i pensieri di Yari, ammiro l’opera della SSNV (Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana), ma alcune cose proprio mi hanno confusa e mi hanno allontanato da questo stile di vita.
Cosa? L’arroganza!
La violenza in alcuni appellativi, di alcuni superficiali obiezioni e ancor peggio lo sfoggio a sproposito dell’etica, dove di non-etico trovo atteggiamenti passivo-aggressivi contrari alla libertà vera, che nascono dalla noncuranza per quello che è vita nei suoi aspetti più complessi.
Se riesco a passar oltre a un soprannome orrendo e feroce quale “mangiatori di cadaveri”, non riesco a rimanere impassibile alla bandiera dell’etica sollevata, in nome di chissà chè, come un ascia contro la vita dell’uomo e a volte anche degli animali.
Rabbrividisco quando in alcuni topic riguardanti varie discussioni (per altro intelligenti) leggo alcuni commenti di individui che non trovando nulla di meglio da dire sentono il bisogno di enfatizzare i motivi della oro scelta dicendo ad esempio “…. tanto io sono vegan per motivi etici, non per motivi legati alla salute!!!”

Etico??? °____0
Che c’è di etico nell’essere vegan attivisti se non ti poni domande sugli effetti che l’alimentazione (che cerchi di diffondere) può creare a lungo termine sulle persone con cui parli?
Ovvio che ognuno poi sulla sua pelle farà quello che ritiene giusto, non sia mai! Sulla sua pelle si, ma non concepisco un alimentazione vegan imposta anche agli animali domestici.
Il mio pappagallino è vegan!
Macrobiotico più di me!
Se avessi un gatto, però, non gli imporrei mai questa mia scelta perché, per come ragiono io, non sarebbe etico.
Trovo che ci sia molta confusione, soprattutto nei diversi approcci. E’ lo stesso caos che ho in testa, e per questo scrivo questo post, per proporre le mie difficoltà nel capire determinate cose.
Voi cosa ne pensate? Mi date una mano a comprendere?

giovedì 22 marzo 2007

L'Oro Blu

Oggi è la giornata mondiale dell'acqua, e a questo proposito presento un libro che mi ha segnata molto; un libro bellissimo, affascinante che si è meritato l'acquisto una volta restituita la copia letta in biblioteca.



L'autore è Vandana Shiva, il titolo è “Le guerre dell’acqua” , quest'opera mi ha aperto gli occhi su una questione che ignoravo totalmente। Facendo parte di una società nella quale basta girare un rubinetto per avere l’acqua alla temperatura desiderata, mi appariva incredibile pensare che disporre di una così vitale risorsa, possa diventare, in contesti diversi, tanto difficile da pregiudicare la sopravvivenza.

Il libro promuove l’atteggiamento solidale e sostenibile nei confronti di questa materia prima, legittimandolo con l’insostituibilità dell’acqua come fonte di vita necessaria alla sopravvivenza di qualsiasi specie vivente.

Secondo la casistica riferita nel testo, le culture che si basano sul risparmio dell'acqua, riescono a creare abbondanza nella scarsità, a differenza della mercificazione a tutti i costi fondata sulle pompe a combustibili fossili. Quasta tecnologia, infatti, abbassando sempre più il livello di falda dell’acqua non contaminata, aumentando l’inquinamento atmosferico e quello delle falde freatiche.
Inoltre lo sfruttamento privo di ogni logica non si pone nell’ottica della comprensione delle regole seguite dal nostro pianeta, tanto che, questo atteggiamento non solo non trova il modo di risolverle il problema, ma si frappone in un equilibrio precario determinando reazioni a catena tali da generare ulteriori danni.

L’obiettivo è quello di creare una sensibilità sulla problematica, tale da rendere possibile nel futuro un comportamento più naturale e corretto nei confronti di una risorsa che dobbiamo rispettare e amare, se non vogliamo precluderci la possibilità di un futuro il più possibile esente da guerre per la sopravvivenza।

“...in realtà, contrariamente a quanto fa credere la maggioranza dei media americani, europei e occidentalizzati, gli eroi di oggi e di domani non sono gli individui più competitivi [...] ma sono (e saranno), invece, quelli che fanno progredire il bene comune, i diritti di tutti alla vita, alla cittadinanza.” (Riccardo Petrella “il manifesto dell’acqua. il diritto alla vita per tutti” pag.9 del testo citato)

martedì 6 marzo 2007

La natura umana

Come prima cosa, come primo gesto, mi viene spontaneo un pensiero sulla natura umana e sulle energie che l’uomo da sempre ha impegnato per superare i propri limiti, fino a quando, in qualche occasione, il raggiungimento dell’obiettivo significa la perdita di vista della motivazione originaria.

In questo mi farò aiutare da grandi uomini, che con chiarezza, hanno saputo dar voce ai pensieri di molti, e ad ispirare idee nuove nelle menti di altri.



[ Quando, nel 1952, si recò a Oslo a ricevere il Premio Nobel per la pace, Albert Schweitrzer esortò il mondo a “osare di guardare in faccia la realtà … L’uomo è divenuto un superuomo … Ma il superuomo col suo sovrumano potere non è pervenuto al livello di una sovrumana razionalità. Più il suo potere cresce, e più egli diventa anzi un pover’uomo … Le nostre coscienze non possono non essere scosse dalla constatazione che, più cresciamo e diventiamo superuomini, e più siamo disumani”. ]



Tratto dal libro di Erich Fromm Avere o essere?