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martedì 28 aprile 2009

Salsina Agrodolce alla Barbabietola

Avete presente i Nachos in Salsa piccante??? Gli amanti della cucina messicana non potranno sputarmi in un occhio solo per merito del monitor…:DDD
Tranquilli lo so anch’io che non c’entra nulla… questa salsa infatti nasce dalla voglia di creare un sapore agrodolce per nutrire il fegato, e per caso ho scoperto che è divina sulle gallette di mais. Quindi in caso di un aperitivo con amici io avrò una salsina dove tuffare le mie personalissime “patatine” ;)
Io la vedo perfetta anche per condire insalate di pasta o per accompagnare verdure sbollentate. Un'altra cosa interessante di questa salsa è il fatto che è totalmente priva di olio, quindi può anche sostituire un patè con lo stesso gusto e con una buona cremosità.



Barbabietola rossa 400 gr
Tre cucciai di acidulato di riso
Un cucchiaino di senape di buona qualità
Un cucchiaio di miso bianco
Un po’ santoreggia
Acqua calda q.b.

Mettete a bollire mezzo bicchiere d’acqua. In una ciotolina sciogliete il miso bianco nell’acqua calda e coprite con un piattino in modo che il calore attivi i fermenti. Lasciate riposare qualche minuto.
Tagliate a pezzettoni le rape e adagiatele nella brocca di un frullatore, aggiungete senape, l’acidulato di riso, la santoreggia e infine il miso bianco.
Frullate e aggiungete poca acqua fino a raggiungere la consistenza desiderata.
Dovrebbe risultare un agrodolce leggermente piccante. Tuffateci dentro le gallete ;)

martedì 24 marzo 2009

Crocchette d’orzo e spinaci

Un fine settimana anomalo, senza nessun impegno, senza Milano, senza cene da organizzare, senza il Criticissimo da accudire e gustare… mi sono trovata immersa in un silenzio interrotto solo da quella canaglia di pappagallo :)



Stavolta non vi do delle dosi, ho semplicemente messo assieme dell’orzo già cotto con spinaci lessati, semi di sesamo, erbe aromatiche, farina di mais precotta e sale. Ho fatto delle palline schiacciate e le ho fritte in poco olio.
L’idea era di copiare la mia blogger preferita, ma la pigrizia mi ha stregata impedendomi di andare in città per comprare il tofu vellutato. Il risultato un vero e proprio piatto “povero”, ma davvero buono.
Molte delle mie ricette vanno prese così, sono solo degli spunti, tocca a voi farle vostre :)

lunedì 26 gennaio 2009

Pane Osahwa e il rispetto per i doni della terra...

Lo so che la ricetta dello sformato di saraceno l’ho già postata, ma è più forte di me, rientra sempre nella mia vita con forza quando torno da Cuisine et Santè.
La cosa bella di questa preparazione è che la puoi fare con qualsiasi cosa, è ideale per l’inverno, e buonissima.

Il saraceno è un (non) cereale molto yang, cresce nel freddo e ha un tempo di maturazione molto breve.
Su “Medico di te stesso” di Naboru Muramoto si legge che conferisce a chi lo mangia di frequente la caratteristica della volubilità. Sinceramente trovo queste indicazioni sulle trasformazioni del carattere per merito del cibo curiosità interessanti, ma a volte azzardate.
Io per abitudine non abuso di alcun cereale, ad eccezione del riso, di cui sono davvero dipendente.
Il saraceno è ricco di ferro, proteine, sali minerali e vitamine, spesso è consigliato per l’anemia, assieme al miso. Vi invito a leggere questo post di Stella di Sale in cui tratta proprio l’argomento ferro.


Un bicchiere di farina di saraceno
Due cipolle
Verdura già cotta anche scolata da un minestrone
Due cucciai di olio di sesamo
Sale integrale marino
Un bicchiere e mezzo di acqua (o brodo di verdura)
Santoreggia (o qualsiasi erba aromatica)


In una ciotola miscelare farina, acqua, un pizzico di sale e una punta di santoreggia mescolando con una frusta. Lasciare riposare la pastella per un tempo che varia da trenta minuti a 8 ore.
Tagliare le cipolle a mezza luna e saltarle in padella con un cucchiaio d’olio per dieci/quindici minuti, mescolando di tanto in tanto. Salare e spegnere il fuoco chiudendo con un coperchio. Anche in questo caso lasciare riposare.
Unire alla pastella la cipolla e volendo altra verdura cotta e versare in un teglia oliata. Inserire nel forno gia caldo e cuocere per 20-30 minuti a 180 °.

Amore per il cibo
Il mio saraceno era rimasto dimenticato in dispensa e temevo avesse fatto qualche farfallina, ma non volevo buttarlo. L’ho messo in una ciotola piena d’acqua e vedendo effettivamente due farfalline vanire in superficie assieme ai grani ormai vuoti l’ho lavato ripetutamente. Buttando via tutto quello che si mostrava in superficie. L’ho messo poi ad asciugare su un panno di cotone pulito e il giorno dopo l’ho raccolto in un colino che ho posizionato sopra un calorifero per un’altra giornata in modo da fargli perdere l’umidità. Il giorno dopo ne ho fatto la farina che ho usato in questa ricetta.
Questa operazione sembra lunga ma si impiegano pochi minuti per ogni fase e la soddisfazione di recuperare tutto ciò che è buono di un alimento vi farà pensare che ne vale la pena, ne sono sicura…

mercoledì 21 gennaio 2009

Karintoh

Questa è uno snack classico della cultura macrobiotica, già Oshawa ne parla nei suoi libri, infatti è proprio da uno di questi che ho copiato la ricetta.
Ideali per la merende dei ragazzi, per accompagnare la visione di un film domenicale o un aperitivo. Insomma è un’idea sfiziosa che qualche volte è piacevole concedersi.


Tre cucchiai di farina
Due cucchiai di farina di mais precotta
Un cucchiai di fiocchi d’avena
Tre cucchiai di olio
Un cucchiaino di sale
Acqua qb
Olio per friggere

In una ciotola mischiare farina, polentina, fiocchi d’avena, sale e olio. Aggiungere l’acqua necessaria per ottenere un impasto simile alla sfoglia e impastare per una ventina di minuti.
Con il matterello stendere la pasta con uno spessore di circa 1 o 2 mm e ragliare rettangoli di 1 cm per 5.
Friggere ad immersione e se necessario salare col gomasio ;)

lunedì 22 dicembre 2008

Serata Naturale e Macrobiotica & Natale (prima parte)

La cena è stata un piccolo successo, Nena ed io siamo davvero soddisfatte, anche se prendiamo appunti per futuri miglioramenti.
Il menù l’ho predisposto io, mentre la mia socia si è occupata della logistica in maniera superba.
Le ricette non sono tutte originali, anche se il mio zampino non manca ed, essendo un’occasione speciale, mi sono rivolta a ricette d’ispirazione di LSG, a rivisitazioni in veste vegan di specialità etniche e ho proposto anche una ricetta copiata di sana pianta. La ricetta in questione è la vellutata, presa dal bellissimo testo “ Zuppe a porter”, ricco d’idee sfiziose, molte delle quali facilmente trasformabili in chiave macrobiotica.

L’entrèe

Vellutata di Carote Sedano e Mela


800 q di carote
3 belle coste di sedano
3 mele leggermente acidule (meglio se granny smith)
2 cipolle
1 litro di acqua
alcuni rametti di prezzemolo tritati
sale

Mondate le carote e tagliatele a rondelle. Eliminate, se necessario, le foglie dalle coste sedano. Tagliare le coste a pezzettini. Sbucciate le mele (se non biologiche) e tagliatele a spicchi di grandezza media. Sbucciate e affettate finemente le cipolle. Scaldate l'olio d'oliva in una pentola d'acciaio e saltate le cipolle e il sedano per dieci minuti, mescolando di tanto in tanto. Aggiungete le carote e le mele, poi l'acqua. Salate. Portate a bollore e lasciate cuocere a fuoco molto dolce per circa trenta quaranta minuti. Tutte le verdure, e in particolare carote, devono essere molto tenere. Frullate fino ad ottenere una consistenza cremosa.
Si può aggiungere un po' di prezzemolo tritato al momento di servire ma è squisita anche con lo zenzero…

Il primo piatto

Risotto porri e zafferano
Questa ricetta la trovate già QUI.

Moros e Cristianos in torta vegan

Questo piatto è di origine sudamericana ed io gli ho dato semplicemente una veste vegan e macrobiotica eliminando i pomodori oltre ai prodotti animali.


Per i legumi:
150 g di fagioli borlotti
150 g di ceci
2 cipolle
2 cucchiai di olio d'oliva extravergine
4 Cucchiai abbondanti di farina
4 cucchiai di panna di soia
timo e salvia
sale

Per decorare:
una manciata di pistacchi

Mettete i legumi e kombu in ammollo per una notte, tenendo separati ceci e borlotti.
Cuoceteli sempre separati in 2 pentole a pressione. Saltate le cipolle tagliata finemente nell’olio di sesamo assieme alla salvia e al timo.
Lasciate intiepidire i fagioli e i ceci e scolateli. Trasferite i primi in un mixer con metà panna due cucchiai di farina, e una parte delle cipolle. Frullate a crema e versate in uno stampo da torta oliato e infarinato, livellando con una spatola. Eseguite la stessa operazione con i ceci e versate sempre nello stampo con la purea di fagioli.
Livellate e spolverate con i pistacchi tritati grossolanamente a coltello. Infornate a 190°C per circa quaranta minuti, lasciate intiepidire e servite.
Un consiglio Se vedete che la purea risulta troppo soda, frul­late i legumi con poca acqua di cottura.

Continua....

venerdì 14 settembre 2007

Gallette & Cavoli

Sto vivendo un’esperienza da macrobiotica pura (per non dire fissata e/o matta come un cavallo), senza alcun apparente motivo, mi sono buttata in uno dei regimi alimentari più stretti.

Non sono malata, anzi sono sanissima come al solito ;D, voglio solo provare… provare a tener duro fino a 10….
Non so se riuscirò a raggiungere il mio obiettivo, non mi interessa neanche più di tanto. Vivo giorno dopo giorno, o meglio parlando di cibo, pasto dopo pasto.
Lunedì però dovevo svuotare il frigo, non era difficile, erano rimasti solo due o tre cavoletti di Bruxelles già cotti che chiedevano solo di sacrificarsi per la causa.

Gallette di riso
Sanepe (nei negozi bio non contengono zucchero)
Olive verdi
Cavoletti di Bruxelles già cotti
Tamari o salsa di soya

Spalmare le gallette con la senape e mettere su ognuna le olive e i cevoletti tagliati a fettine. Servire con qualche goccia di tamari.

Questa non vuole essere una ricetta, ma solo un consiglio sensoriale a parer mio meritevole ;)

lunedì 18 giugno 2007

Crackers di Farro al Sesamo

In realtà non è il clima ideale per dei crackers cotti al forno, ma nascono da un piccolo errore culinario, e siccome mi sono piaciuti più della torta salata di cui dovevano essere l’impasto, ho pensato di proporre questa ricetta come ottima sostituzione dei soliti crackers implasticati, pieni di lievito e grassi idrogenati non proprio salutari.
Visto il caldo assurdo che fa oggi (27° alle 8:30 di mattina) potrei mangiarli solo come accompagnamento di una trasgressiva insalata, ma non dovrei dare questi suggerimenti, vero??? ;P
Al massimo, se vi interessano, teneteli presenti per un futuro più propizio, e sappiate che l’impasto se tirato meno fine è perfetto per una torta salata.
Il mio errore è stato l’essermi scordata il sale nel ripieno e quindi la torta prodotta non è degna di essere pubblicata, ma mangiata sì, magari con un po’ di gomasio o tamari aggiunto.
Se il sale è troppo poco non è mai un problema, è l’eccesso che è faticosamente rimediabile, poi con questo caldo dimenticarsi del sale è solo una cosa buona!


100 gr. farina di farro
100 gr. farina integrale
50 gr farina setacciata
2 cucchiai di olio di sesamo spremuto a freddo
20 gr di sesamo
acqua
un pizzico di sale integrale marino (facoltativo)

In una ciotola di vetro miscelare le farine con le mani, aggiungere l’olio e continuare a mescolare facendo attenzione a sciogliere i grumi che potrebbero essersi formati. Incorporare i semi di sesamo e l’acqua fino ad ottenere un impasto morbido ed elastico.
Lasciare riposare in frigo almeno una mezzora, ma anche tutta la notte come ho fatto io.
Trascorso il tempo, riprendere la pallina dal frigo e impastarla facendole riprendere elasticità.
Su una spianatoia in legno (infarinata) stendere la pasta sottile fino a raggiungere uno spessore di quasi un millimetro. Con il taglia pizza tagliare la sfoglia a losanghe. Distendere i quadrati su di una teglia foderata con la carta da forno, infornare a 200° per 10 minuti, trascorsi i quali abbasserete la temperatura e terminerete la cottura finché non risulteranno appena dorati.

martedì 17 aprile 2007

Un classico: Sushi di Verdure

In questi giorni sono impegnatissima, e la cosa mi diverte un sacco… lavoro (in primis), sport in palestra e all’aria aperta, e persone care riempiono il mio tempo e assorbono le mie energie… per questo ho potuto dedicare pochissimo tempo al blog ;)
Malgrado i mille impegni però un minimo di tempo alla cucina l’ho dedicato e mi sono regalata una chicca che adoro.
Se si ha del riso già cotto è una preparazione veloce, e pratica da portare in giro nel lunch box o anche in una scatola ermetica come ho fatto io domenica!!!
Il sushi è un classico della cucina orientale, ma nella versione semplicissima che propongo oggi è considerato dalla macrobiotica un ottimo modo per variare dal classico riso!
Le verdure posso cambiare… mi era rimasto giusto questo in frigo :P


Occorrente:
lo stuoino di bambù per il sushi è la cosa più comoda!!! La prima volta che ho provato ho utilizzato un cartoncino non troppo rigido su cui avevo posizionato un panno... giusto per vedere se mi piaceva… :D

4 fogli di nori
riso integrale o semintegrale già cotto
4 cucchiaini di purea di umeboshi
1 cucchiaino di Olio di sesamo Bio spremuto a freddo
2 carote
1 zucchina
Sale integrale
Gomasio

Lavare le verdure, eliminare le estremità, tagliarle a metà e successivamente a striscioline con la mandolina. Scaldare l’olio in una padella e mettere a saltare le verdure con un pizzico di sale integrale, per una decina di minuti. Nel frattempo mettere sul fuoco un’altra padella, la fiamma deve essere medio-alta perché dovrà abbrustolire le nori, bastano 30 secondi per lato.
Nello stuoino o nel panno appoggiare il foglio di nori abbrustolito e stendere del riso compattandolo bene. In questa fase è importante lasciare libera l’alga dal cereale per circa tre cm in basso e circa 4 in alto, per riuscire successivamente a fare il rotolino senza problemi. Prendere un cucchiaino di purea di umeboshi e spalmarlo sul riso. Su di esso si stenderanno anche le verdure in uno strato il più possibile sottile.
A questo punto si è pronti per fare il rotolo, partendo dal basso e aiutandosi con lo stuoino in bambù. Per far aderire la nori inumidirla con dell’acqua nella parte interna in alto. Fatto il rotolino è possibile tagliarlo con un coltello bagnato a cilindri di circa 2-3 cm.
Servire con una spolverata di gomasio.
E una pietanza che si conserva bene per la presenza delle nori e delle umeboshi, quindi è praticissima da portarsi fuori!