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mercoledì 17 giugno 2009

Zuppa di zucchine e piselli al curry

Una zuppa, tiepida o calda che sia, è il mio modo preferito per iniziare il pasto. Non c’è caldo che tenga... Per me è un vizio supremo ed irrinunciabile.
Il bimby in questo periodo mi sta aiutando anche troppo, immersa come sono tra i libri, gli appunti di bioarchitettura e i dettagli degli isolanti :). Il Criticissimo invece è con la valigia da fare e disfare e i panni che restano a me da lavare e stirare.
In questo caos generale mi resta poco tempo per pensare a nuove ricette ma era tanto che non ero così serena nell’essere immersa nelle faccende di una vita appagante.
Sono felice, e la certezza di essere tornata sulla strada giusta mi fa sentire bene come non mai.


Due cipollotti (anche la parte verde, ma tenerne un po’ da parte per guarnire)
Tre zucchine
Tre cucchiai di piselli secchi (ammollati o no)
Una tazza d’acqua
Un cucchiaio di olio d’oliva extravergine
Kombu un francobollo
Curry q.d.
Sale integrale marino q.b.

Tagliare finemente i cipollotti, lasciandone una piccola quantità da parte per guarnire.
Mettere l’acqua a bollire.
In una pentola a parte dal fondo pesante soffriggere i cipollotti spolverandoli di curry.
Mondare e tagliare le zucchine, aggiungerle nella pentola assieme ai piselli secchi, la kombu e l’acqua bollente.
Cuocere finch'è non sarà tutto morbidissimo, salare poco prima di spegnere la fiamma.
Frullare il tutto e servire caldo o tiepido con del cipollotto o dell’erba cipollina per guarnire.

lunedì 22 dicembre 2008

Serata Naturale e Macrobiotica & Natale (prima parte)

La cena è stata un piccolo successo, Nena ed io siamo davvero soddisfatte, anche se prendiamo appunti per futuri miglioramenti.
Il menù l’ho predisposto io, mentre la mia socia si è occupata della logistica in maniera superba.
Le ricette non sono tutte originali, anche se il mio zampino non manca ed, essendo un’occasione speciale, mi sono rivolta a ricette d’ispirazione di LSG, a rivisitazioni in veste vegan di specialità etniche e ho proposto anche una ricetta copiata di sana pianta. La ricetta in questione è la vellutata, presa dal bellissimo testo “ Zuppe a porter”, ricco d’idee sfiziose, molte delle quali facilmente trasformabili in chiave macrobiotica.

L’entrèe

Vellutata di Carote Sedano e Mela


800 q di carote
3 belle coste di sedano
3 mele leggermente acidule (meglio se granny smith)
2 cipolle
1 litro di acqua
alcuni rametti di prezzemolo tritati
sale

Mondate le carote e tagliatele a rondelle. Eliminate, se necessario, le foglie dalle coste sedano. Tagliare le coste a pezzettini. Sbucciate le mele (se non biologiche) e tagliatele a spicchi di grandezza media. Sbucciate e affettate finemente le cipolle. Scaldate l'olio d'oliva in una pentola d'acciaio e saltate le cipolle e il sedano per dieci minuti, mescolando di tanto in tanto. Aggiungete le carote e le mele, poi l'acqua. Salate. Portate a bollore e lasciate cuocere a fuoco molto dolce per circa trenta quaranta minuti. Tutte le verdure, e in particolare carote, devono essere molto tenere. Frullate fino ad ottenere una consistenza cremosa.
Si può aggiungere un po' di prezzemolo tritato al momento di servire ma è squisita anche con lo zenzero…

Il primo piatto

Risotto porri e zafferano
Questa ricetta la trovate già QUI.

Moros e Cristianos in torta vegan

Questo piatto è di origine sudamericana ed io gli ho dato semplicemente una veste vegan e macrobiotica eliminando i pomodori oltre ai prodotti animali.


Per i legumi:
150 g di fagioli borlotti
150 g di ceci
2 cipolle
2 cucchiai di olio d'oliva extravergine
4 Cucchiai abbondanti di farina
4 cucchiai di panna di soia
timo e salvia
sale

Per decorare:
una manciata di pistacchi

Mettete i legumi e kombu in ammollo per una notte, tenendo separati ceci e borlotti.
Cuoceteli sempre separati in 2 pentole a pressione. Saltate le cipolle tagliata finemente nell’olio di sesamo assieme alla salvia e al timo.
Lasciate intiepidire i fagioli e i ceci e scolateli. Trasferite i primi in un mixer con metà panna due cucchiai di farina, e una parte delle cipolle. Frullate a crema e versate in uno stampo da torta oliato e infarinato, livellando con una spatola. Eseguite la stessa operazione con i ceci e versate sempre nello stampo con la purea di fagioli.
Livellate e spolverate con i pistacchi tritati grossolanamente a coltello. Infornate a 190°C per circa quaranta minuti, lasciate intiepidire e servite.
Un consiglio Se vedete che la purea risulta troppo soda, frul­late i legumi con poca acqua di cottura.

Continua....

lunedì 17 novembre 2008

La Pasta e Fagioli della Mami

Nei miei post parlo molto spesso della mia super suocera, meno della mia adorata mami... rischio che mi si ingelosisca... e non mi pare il caso ;)

Questa è una ricetta della mia creatrice, ovviamente con variazioni macrobiotiche, ma è comunque uno dei piatti che più adoro. Per me è una festa quando la prepara. E' una delle poche cose che mi fa lasciare il lunch box in frigorifero, e riempire il piatto almeno due volte. :DDD
Mia madre è davvero un’ottima cuoca, purtroppo ha una figlia ingrata, che non solo diniega la sua cucina, ma sta addirittura cercando di traviarla verso chissà quali stranezze esotiche ;DDD


3/4 di tazza di borlotti
6 cm di Kombu
5 tazze d’acqua
80 gr di pasta di kamut
1 cipolla
2 cucchiai e mezzo di tamari
Due cucchai di olio exravergine d’oliva
Pepe nero macinato per guarnire (facoltativo)

L’ammollo è una fase importante per la preparazione dei legumi, e nel caso dei borlotti, è a dir poco fondamentale, per agevolare la cottura, ma soprattutto la digestione. La sua durata varia a seconda del tipo di legume, ma anche della sua freschezza, da un minimo di 6 ore ad un massimo di 24. E' importante ricordandosi di cambiare l’acqua ogni 12 ore. Questa fase va fatta in acqua fredda e non salata, volendo con l’aggiunta della kombu, anche se l’acqua andrà ancora rinnovata prima di procedere alla cottura.
Tagliare la cipolla finemente e metterla a dorere in una pentola a pressione per qualche minuto. Aggiungere l’acqua e i borlotti e cuocere per un’ora e mezza dal fischio, inserendo lo spargi fiamma.
Controllare la cottura per verificare di aver ottenuto la morbidezza desiderata. Con la sciumarola prelevare circa un quarto dei legumi e metterli da parte. Frullare il resto o passarlo nel passaverdura in modo da ottenere una crema. Riunire in pentola sia i legumi che la crema e portare a bollore, aggiungere tamari e la pasta e cuocere finchè quast’ultima non sarà pronta.
Servire ben caldo con un po’ d’olio e pepe.

martedì 28 ottobre 2008

Dashi

Mentre ero in volo per tornare a casa e mi godevo il bellissimo tramonto blu – arancione sul mare, pensavo a una zuppa calda e fumante che avrei barattato volentieri al posto del special veg meal offerto dalla graziosa hostess.
Appena messo piede nella mia cucina la prima cosa che ho prodotto è il dashi, mi mancava troppo!


Il dashi o brodo di Kombu potrebbe entrare a far parte di una nuova serie di post, il cui il nome ideale sarebbe “cucchiaiate di salute”. Il mio interesse per questa facilissima preparazione è legato alla sua versatilità, e può essere inserita in numerosissime ricette senza che qualche critico commensale si accorga di mangiare le mille qualità benefiche della kombu. Il suo sapore delizioso si intona a verdure, cereali e legumi e pur non profumando di mare arricchisce le portate.

Sei tazze di acqua
20 cm di alga kombu

Se l’alga presentasse accumuli di sale, o fosse sporca, è consigliabile pulirla con un panno bagnato, infatti generalmente si evita di passarla sotto l’acqua per non disperdere troppi sali minerali.

Per la preparazione del dashi mettere l’alga in pentola con l’acqua e cuocerla per un periodo che varia tra i 5 e i 20 minuti, a seconda dell’energia che volete imprimere.
Filtrate con un colino, e versate il brodo in barattoli di vetro.
In frigorifero si conserva anche 10 giorni.

Questa preparazione è la base ideale di brodi di verdura, condimenti e besciamelle. Può essere utilizzata anche come liquido nella cottura di legumi, nelle cotture al vapore o bolliture, inoltre con l’aggiunta di verdura è un buon brodo per servire udon e soba.

L’alga può essere messa su un piatto ad asciugare ed essere utilizzata in altre preparazioni...

lunedì 15 settembre 2008

Vellutata di Zucca e Patata con Scalogno perplesso

Domenica mi sono svegliata alle 4.30 di mattina, occhi sbarrati e neurone che correva come un pazzo su una rota da criceto. Mi è bastato un quarto d’ora per capire che non avrei più dormito. Ho riassettato la cucina e poi dalla disperazione mi sono rimessa ai fornelli, abbandonando così un inconsapevole periodo crudista ;)
Ho iniziato ad affettare lo scalogno, il quale, entusiasta di immolarsi per una pietanza macrobiotica e sanissima, è rimasto di stucco quando ha appreso che gli avrebbero fatto compagnia due patate. In questa follia notturna mi sono immaginata parola per parola l’arringa del povero scalogno, che acquistato con saggi propositi è stato trasformato in qualcosa di buonissimo, ma ben poco macrobiotico ;)
Questo periodo va così…c’est la vie!!!


2 scalogni un poco meno perplessi del mio ;)
2 patate onorate e felicissime
800 di. di buonissima zucca
1/2 L di acqua
Sale integrale marino q.b.
(considerate anche il miso che aggiungerete)
Miso bianco (un cucchiaino raso a persona)
Noce moscata per guarnire

Mondare e tagliare gli scalogni, la zucca e le patate, metterle in un pentolone con l’acqua e il sale, e cuocere lentamente per almeno un’ora, (vogliamo yanghizzarla un po’ questa patata ;DDD).
Per ottenere una crema liscia frullare il tutto.
Se siete in due, come noi, potete fare delle porzioni e surgelare la quantità che non riuscite a consumare nell’arco di tre giorni, per consumarle entro un mese ;)
Riscaldate solo quello che mangiate al momento e al bollore sciogliete il miso bianco.
Servite caldissimo guarnito con noce moscata.

mercoledì 20 agosto 2008

Zuppa di farro e borlotti e tendenze organizzative

Adoro questa cucina, perché malgrado sia un po’ lunghetta nei tempi di cottura, é di una versatilità estrema e mi permette, con un pizzico di organizzazione, di preparare anche piatti elaborati, dividendoli in tappe, se ne ho bisogno. Il cibo non ne risulta danneggiato, anzi le energie aumentano di qualità e i sapori si fondono ;)
L’ammollo la sera prima, buona parte della cottura la mattina (mentre mi preparo e gioco con Papagajo) e l’aggiunta delle verdure la sera, variando i tempi per decidere il grado di dolcezza o croccantezza.
Insomma non risulta banale nemmeno una semplice zuppa di farro con questa cucina ;)


1/2 tazza di farro decorticato
1/2 tazza di borlotti secchi
Un pezzetto di Kombu
6 tazze d’acqua
Tre carote
Una cipolla
Tre pomodori secchi (facoltativo)
Una foglia di alloro
Qualche aghetto di rosmarino
Sale q.b.
un’ombra di Pepe bianco (facoltativo)


La sera prima ammollate farro e borlotti separatamente nell’acqua equamente divisa, mettendo assieme al legume un pezzetto di kombu.
La mattina mettete in una pentola i borlotti (cambiando l’acqua e togliendo l’alga), il farro e le erbe aromatiche e cuocete per circa 50 minuti, con lo spargifiamma e il coperchio chiuso. Se dovete lavorare, come me, spegnete il fuoco e vivete la vostra giornata. La sera accendete ancora il fuoco, mentre tagliate le verdure, unitele alla zuppa in cottura e proseguite per mezzora. Salate 5 minuti prima di spegnere la fiamma.
Se desiderate le verdure più croccanti aggiungetele più avanti, dopo 20 minuti dal bollore, per spegnere il fuoco dopo dieci.
Servire calda o tiepida con un po’ di pepe ;)

Sviste macrobiotiche o eccezioni

So che pomodori appartengono alle solanacee, e al pari del pepe, non sono il massimo nella quotidianità, ma basta trovare il proprio equilibrio tra eccezioni e consuetudine, e sono sicura che l’intelligenza sia un’ottima guida in questo ;)
Io dopo un periodo di ristrettezza, più mentale che nei fatti, sono giunta alla conclusione che devo avere fiducia in me e nelle mie voglie, giocando con le energie, e vivendo la libertà :)
Ho imparato inoltre che le donne hanno spesso più voglia di introdurre spezie per variare nei sapori e nelle energie, in contesto che però deve rimanere povero delle stesse.

lunedì 9 giugno 2008

Crema di Barbabietola Rossa

Finalmente sono più serena e rilassata, non che le cose da fare siano meno, ma stanno cambiando i presupposti e sono fiduciosa che tutto si sistemi. In questo tram tram quotidiano continuano a spiccare nei miei pasti creme dolci e morbide, cereali in quantità industriale e verdure stuzzicanti. Vi propongo una ricetta semplicissima e gustosa che mi fa pensare a Yari, per la sua passata avversione alle barbabietole ;) ormai sembra che l’abbiano conquistato, e quindi io gliela dedico :)



Una barbabietola intera e fresca
1/2 cipolla
Un cucchiaio di aceto di riso
Un pizzico di sale
Timo fresco tagliato finemente
Sale integrale q.b.
Olio extravergine d'oliva
Cereali già cotti, come ad esempio riso e orzo (facoltativo)


Lavare bene la barbabietola e privarla delle cime. Tagliare la rapa a cubetti eliminando la buccia, e procedere affettando la cipolla a mezza luna. In una pentola d’acciaio mettere a stufare le verdure con solo un dito d’acqua, un pizzico di sale e l'aceto di riso.
Prendere la cime delle barbabietole e separare le foglie dalla costa, quindi tagliere finemente entrambe. Unire alla barbabietola in cottura prima la parte più dura, poi attendendo qualche minuto, le foglie. Cuocere finch’è il tutto non sarà morbido, ci vorrà circa mezzora, ma il tempo varia a seconda della grandezza dei cubetti.
Frullare il tutto, aggiustare di sale, e servire con un filo d’olio e le foglioline di timo per guarnire.

Seconda Cottura
Nel caso il giorno dopo voleste mangiare la crema avanzata potete aggiungere dei cereali già cotti, anche avanzati dalla colazione, procedendo con una seconda cottura di 10 o 15 minuti, per rinnovare l’energia e il gusto.
Potete anche cambiare la guarnizione e aggiungere ad esempio del cipollotto tritato o dello zenzero… come più preferite. L’importante è la varietà e a volte basta niente per muovere le energie ;)

lunedì 19 maggio 2008

Zuppa di kimpira

Questa zuppa è l’ideale per fortificare e rilassare gli organi in profondità. Penso che sia una preparazione utile per molti. E’ dolcissima a causa delle verdure usate, ma anche per merito del miso bianco. Se qualcuno prediligesse un gusto più salato può usare anche il miso di riso o miscelare le due varietà.
Mi è stata consigliata da un grande della macrobiotica italiana, ed io l’ho subito sperimentata.
La kimpira si fa solitamente solo con radici. Io ho usato quel poco che avevo in frigo dopo un fine settimana impegnativo trascorso tra seminari conferenze e padiglioni fieristici. E’ stato un fine settimana importante che per me ha rappresentato una svolta, anche alimentare. Questo è il primo passo, e come sempre faccio lo condivido con voi.
Che fortunelli che siete ;)!!!


Tre carote
Una cipolla
Mezzo daikon
5 ravanelli
Olio di sesamo
Due cucchiaini di miso bianco
Erba cipollina o prezzemolo per guarnire (facoltativo)
Acqua fino a coprire


Mettere dell’acqua a bollire in un pentolino
Tagliate la verdura giocando con le forme in modo da variare l’energia impressa con la lama. Scaldare il wok e ungerlo con poco olio di sesamo. Saltare le verdure per due o tre minuti, coprire con acqua bollente e chiudere con il coperchio. Continuare la cottura per almeno trenta minuti.
Condire con il miso e guarnire con erba cipollina se volete.

venerdì 4 aprile 2008

Minestra d’orzo

L’orzo è il cerale ideale per la primavera, infatti nutre l’energia legno, ancora di più se lo cucinate dopo l’ammollo. Inoltre è il cereale che assieme al riso ha maggiori potenzialità disintossicanti, quindi perché non assecondare questa voglia di pulizia che c’è nell’aria?!


Una tazza d'orzo decorticato
Un porro
Due carote
Un gambo di sedano
Un cucchiaino raso di miso di riso a persona
Un pizzico di sale integrale marino
5 o 6 tazze di acqua
Prezzemolo o erba cipollina

Cuocere l’orzo in pentola a pressione per 35 minuti con 3 tazze di acqua e il pizzico di sale, dopo aver inserito lo spargi fiamma.
Pulire le verdure e tagliarle a cubetti.
Trascorsi i minuti di cottura fissati per orzo, mettere in una pentola non a pressione il rimanente dell’acqua, le verdure a strati (carote, porro e sedano) e sopra l’orzo, coprire con un coperchio senza mescolare.
Proseguire la cottura per altri 20 minuti, trascorsi i quali si aggiungerà il miso sciolto in poca acqua calda, e si attenderà ancora due minuti prima di spegnere la fiamma.
Servire caldo, guarnendo ogni piatto con un po’ di prezzemolo fresco o erba cipollina.

martedì 1 aprile 2008

Brodo di daikon secco e shiitake con soba

La primavera è alle porte, anche se ancora non c’è da fidarsi delle temperature, l’energia nell’aria è sicuramente cambiata.
Io adoro la stagione calda, infatti già da settimane sono iniziate le mie escursioni in spiaggia, anche solo per assaporare l’odore di mare in fugaci passeggiate.
La voglia di novità e di pulizia è insita in questo periodo dell’anno e anch’io ne approfitto per ricercare chiarezza mentale, e per ordinare le idee.
In momenti come questo trovo nella soba e nei brodi depurativi ottimi alleati. Questo perché sono alimenti riscaldanti, ma con un energia molto vivace che penetra in profondità. Assieme aumentano sicuramente la mia già grandissima voglia di salutare i maglioni invernali…


Una tazza di daikon secco
2 shiitake
6 cm di kombu
Succo di zenzero
Due cucchiai di tamari
30 / 40 gr di soba a parsona
4 tazze d’acqua

Per il brodo
Mettere in ammollo i primi tre ingredienti in tazze separate. Trascorsi 30 minuti tagliare finemente il daikon, la kombu, e gli shiitake, metterli in una pentola d’acciaio assieme a 4 tazze acqua aggiungendo anche quella d’ammollo (io elimino solo quella delle alghe) e portarla a bollore. Cuocere coperto per circa 20-25 minuti, al termine dei quali insaporite con tamari e attendete 2 minuti prima di spegnere la fiamma, in modo da far cuocere un poco il sale.

In una pentola cuocere separatamente la soba.

In un piatto fondo sistemare la soba e versarci sopra il brodo caldo. Servire con qualche goccia di succo di zenzero a persona.


Per questa ricetta ringrazio Giusi De Francesco (autrice del libro "Guarire con il cibo"), infatti questo piatto non è mia invenzione, ma è una sua idea. L'ho preparata ormai tante volte che potrebbe appartenermi per "usucapione" ma non credo che sia riferibile a preparazioni culinarie ;D

martedì 11 marzo 2008

Crema Verde Amara

Sto imparando ora ad apprezzare le verdure amare, sia come gusto che come effetti energetici. L’inizio della primavera è il periodo migliore per prenderci confidenza in quanto in questa stagione c’è abbondanza di verdure a foglia dal gusto amaro, come ad esempio il radicchio, le erbe selvatiche e la cicoria.
La cicoria è considerata un tonico naturale e in questa crema l’ho accostata volutamente a verdure e ad un cereale più dolci, per smorzare un po’ in suo caratterino. La predominante amara comunque permane e accostata a un tocco di piccante crea un gioco interessante di sapori ed energie.


Una cipolla
10 foglie di cicoria
Una manciata di fagiolini
Due cucchiai di fiocchi d’avena
Un cucchiaino di sale marino integrale
Una foglia di alloro
Un pizzico di pepe macinato

Lavare le verdure, e spuntare i fagiolini per poi metterli da parte. Tagliare la cipolla a mezza luna e metterla cuocere assieme all’alloro e all’acqua in una pentola d’acciaio. Tagliare finemente sia i fagiolini che la cicoria, aggiungere alla cipolla, e cuocere per un quarto d’ora a coperchio chiuso. Salare e aggiungere l’avena e continuare la cottura per altri 10 minuti. Frullare il tutto aggiungendo acqua bollente nel caso servisse, e servire caldo con un pizzico di pepe per guarnire.

giovedì 21 febbraio 2008

Zuppa di Cipolla con Brodo di Azuki e Kombu

Cucina macrobiotica sperimentale per cercare di sfruttare al massimo le caratteristiche degli alimenti e il preziosissimo tempo. Quest’ultimo fattore ultimamente mi scivola tra le dita senza che me renda conto, quindi devo riuscire a sfruttare al massimo i momenti in cui sono in casa per non rischiare di trovarmi affamata e senza cibo (mi sembra di essere il Criticissimo ;P).
E’ vero che questo piatto richiede molto tempo di cottura, ma sono momenti in cui ci si può dedicare a tutt’altro visto che non necessita di una costante attenzione. Inoltre le due cotture possono essere fatte anche in momenti, se non in due giorni, diversi.
Il brodo di azuki è specifico per rinforzare i reni e la kombu aiuta a sciogliere i grassi che si sedimentano in profondità. Assieme danno vita a un toccasana globale per il corpo, specifico per alcune problematiche legate agli accumuli.



Una tazzina da caffé di azuki ammollato almeno 6 ore
4 tazze d’acqua
3 cm di alga kombu
Una cipolla grande
Un cucchiaino di miso a persona
1/4 cucchiaio di succo di zenzero a persona

Cuocere i fagiolini assieme alla kombu in pentola a pressione in più acqua rispetto al solito: circa 4 tazze per una tazzina da caffé di legumi. Dopo approssimativamente quaranta minuti di cottura i fagiolini saranno tenerissimi, quindi potrete filtrare il brodo e mettere da parte gli azuki. Questi, una volta insaporiti con sale o tamari, saranno squisiti mangiati da soli o come accompagnamento di cereali o verdura.
Riportate a bollore il brodo in una pentola di acciaio con coperchio, aggiungete la cipolla tagliata finemente e lasciate cuocere chiuso finché la cipolla non sarà tenerissima, il che potrebbe richiedere anche un’ora e mezza. Prima di spegnere il fuoco sciogliere il miso in un bicchiere di liquido caldo e incorporarlo al brodo. Non lasciare bollire il miso, ma inserirlo a caldo è fondamentale per attivare i fermenti.
Guarnire i piatti con il succo di zenzero e servite la zuppa bollente. E’ una portata perfetta come piatto d’entrara.

martedì 12 febbraio 2008

Crema di verdure dolci

Non sempre ho il tempo per cucinare come vorrei, ma questo non vuol dire che si debba mettere da parte la salute. Mi capita di avere il frigo semi vuoto e non più di mezzora di tempo da dedicare ai fornelli.
Se con il cereale è facilissimo, infatti malgrado i tempi di cottura più lunghi richiede una nulla preparazione. Per la zuppa e le verdure a volte faccio più fatica, se non salti mortali… ma del resto è anche divertente cercare di ingegnarsi con quello che si ha.

Una crema di verdure dolci, che rilassa il pancino e coccola é una cosa che gradisco sempre, inoltre può essere più liquida come una zuppa o più densa da spalmare sul pane o come una salsa per condire cereali o pasta. Io l’ho mangiata in tutte le versioni ed è spettacolare anche con l’aggiunta dei ceci ;)


mezzo cavolo
mezza cipolla
tre carote
due foglie di alloro
due cucchiai di latte di soia (facoltativo)

Pulire le verdure e tagliarli a pezzi grossi. Nella margherita della pentola a pressione mettere le verdure e le due foglie di alloro dopo averle strofinate assieme per aumentarne il profumo.
Nella pentola a pressione mettere un dito di acqua e inserire la margherita, chiudere e mettere sul fuoco. Dal fischio attendere circa 15- 20 minuti.
Terminata la cottura le verdure saranno diventate morbidissime, quindi inseritele in un frullatore assieme ai due cucciai di latte di soia e ad una parte dall’acqua di cottura, se non tutta, a seconda della consistenza che vorrete ottenere. Frullate e servite calda!
E' semplicissima e buona, come tutte le cose che preferisco ;)

giovedì 31 gennaio 2008

Zuppa con Orzo e Cannellini

La pioggia è tornata, oggi qui è una giornata grigia e buia, e ho voglia di rifugiarmi in una zuppa davvero invernale dalla cottura lenta e lunga.
Non amo moltissimo l’orzo mondo pur sapendo che è un cereale prezioso e altamente disintossicante. Per questo cerco di cucinarlo in modo da valorizzarlo al meglio anche come sapore. Mi conquista nelle zuppe dense e morbide che riscaldano e coccolano.


Due tazzine (da caffè) di orzo mondo
Una manciata di cannellini
Un mazzetto di cime di rapa
Due carote
Sale integrale qb
Rosmarino

Lasciare in ammollo l’orzo e i cannellini per diverse ore (la sera per la mattina o l’inverso). E’ consigliabile farlo in contenitori separati, in modo da riutilizzare l’acqua di ammollo dell’orzo e invece eliminare quella dei cannellini.
In una pentola di acciaio mettere l’orzo, i cannellini e una o due tazze di acqua, facendo raggiungere il bollore, e cuocere per un’oretta coperto. Nel frattempo lavare le carote e le cime di rapa e tagliarle finemente.
Unire le verdure alla zuppa una volta trascorso il tempo indicato e proseguire la cottura per un’altra ora sempre chiuso con il suo coperchio. Salare 5 minuti prima di spegnere la fiamma.
La quantità d’acqua è personale, infatti dipende dai gusti. Io preferisco una zuppa densa densa quindi l’aggiungo un poco per volta se è necessario tenendomi a portata di mano dell’acqua bollente.
Guarnire i piatti con del rosmarino e mangiare caldo.

venerdì 18 gennaio 2008

Zuppa di Miso con Avena

Non sono in ferie…. ne sono stata inghiottita da un buco nero, ma sono davvero impegnata più del solito e questo solo a sentirmelo dire mi fa in po’ paura :DDD Non ho tempo per nulla che non sia scritto sull’agenda. Non faccio una spesa seria da due settimane e l’unica cosa che sono riuscita a comprare è la verdura per sopravvivere ;) I cereali invece non scarseggiano mai in casa ;), che ultimamente è rifornita bene anche di legumi, ma purtroppo è perennemente deserta.
Con il Criticissimo riesco a vedermi solo durante gli impegni comuni e per il resto lo incontro in bagno la mattina, ma non vi nascondo che mi manca.
La mia cucina è l’unica nota dolente infatti è ridotta al minimo indispensabile.
Anche durante il fine settimana non vedrò casa, ma sarò in giro per Milano e Volta Mantovana a imparare sempre di più di macrobiotica e a coccolare i miei gemellini e la loro mamma.
Vi propongo un’altra variante di zuppa di miso che è stata la mia colazione di stamattina, anche se sono sicura che ormai sarete in grado di farla con qualunque cosa.


La parte verde del porro
Un broccolo
Due carote
Una strisciolina di wakame
Un pizzico di sale integrale marino
Una manciata di fiocchi di avena
Un cucchiaino raso di miso a persona
origano

Mettere in ammollo la Wakame per una ventina di minuti. In una pentola di acciaio mettere a bollire tre tazze di acqua. Dal porro prendere la parte superiore più verde e inciderla verticalmente per separarne le foglie. Quella bianca utilizzatera per altre preparazioni. Eliminare la prima e seconda foglia se sono rovinate e lavare le altre accuratamente. Lavare il broccolo e separare le cime dal gambo. Sminuzzare i fiori e metterli da parte. Tagliare il gambo e le carote a quadretti.
Mettere a bollire porro, carote e gambo del broccolo per una ventina di minuti e a metà cottura aggiungere le cime di quest’ultimo e l’avena.
Terminata la cottura sciogliere il miso nella quantità di zuppa che consumerete immediatamente e guarnire i piatti con dell’origano profumato.

martedì 15 gennaio 2008

Passato di Zucca con Miso

Adoro la zucca per il suo sapore, ma anche per il colore solare che porta in tavola, ideale per tirarsi su di morale in queste grigissime giornate. Ultimamente ho cucinato pochissimo, ed è arrivato proprio il tempo di correre ai ripari, stamattina mi sono alzata da letto addirittura dopo il Criticissimo, chiaro sintomo dell’alimentazione non ideale di questo ultimo periodo. Rincomincio con gioia a prendermi cura di me visto il momento breve ma pur significativo di asinite acuta ;P


500 gr di zucca pulita
Un pezzetto di alga Kombu
Una cipolla
Un pizzico di sale integrale
Acqua a seconda dei gusti
Un cucchiaino di miso a persona
La parte verde di un cipollotto

Mettere in ammollo la Kombu per una ventina di minuti. Tagliare la zucca a cubetti e la cipolla a mezzaluna. In una pentola di acciaio disporre la kombu tagliata a quadretti con sopra la zucca e la cipolla, aggiungere un dito di acqua e un pizzico di sale. Cuocere coperto con il coperchio per una mezz’oretta, fino a che non diventa tutto morbidissimo. A questo punto frullare aggiungendo acqua calda. Incorporare l’acqua fino ad ottenere la consistenza desiderata. Lasciare riposare anche qualche ora, il giorno dopo sarà ancora più buona. Poco prima di servire terminare la portata riscaldandola, aggiungendo il miso sciolto in un po’ di acqua calda e spegnendo il fuoco. Fare i piatti guarnendoli con la parte verde del cipollotto tagliata finemente.

venerdì 7 dicembre 2007

Vellutata di Cavoli e Arame

In questi giorni il clima è freddo e secco e quindi può essere piacevole riscaldarsi e concedersi una buona zuppa come rilassante coccola.
Questa è davvero saporita e leggera perfetta per preparare lo stomaco a ricevere cibo, e abbastanza accattivante da poter essere l’entree anche in una giornata di festa…



Una cipolla
5 foglie di cavolo nero
1/2 cavolfiore
Una manciata di arame
2 cucchiaini di sale integrale marino
3 tazze e mezzo di acqua

In un bicchiere mettere a bagno le arame per una mezzora. Portare a bollore tre tazze d’acqua in una pentola di acciaio e la mezza in un pentolino. Nel frattempo pulire le verdure e tagliarle a fatte non troppo sottili. Cuocere le verdure finchè non diventeranno tenere, coprendo la pentola con un coperchio.
Una volta passata la mezzora d’ammollo, mettere il sale nel pentolino e le arame. Cuocere finchè il liquido non si sarà asciugato completamente.
A questo punto unire le alghe al brodo di verdura, volendo è possibile eliminare con cura parte del sale che si sarà cristallizzato nel fondo del pentolino, e frullare tutto assieme. Servire caldo.

giovedì 6 dicembre 2007

Zuppa di Daikon e Shiitake

Questa zuppa non è una mia invenzione ma la troverete molto simile nel libro “Guarire con il Cibo”. So che molti di voi hanno questo testo, ma so anche che alcune ricette della prima parte si possono credere immangiabili, perché ricche di alimenti particolari che un po’ incutono soggezione.
L’obiettivo invece è quello di provare, e imparare a mettere sempre gioia e curiosità in tutto quello che facciamo.
L’aspetto culinario oggi è effettivamente messo un po’ da parte, ma i benefici di questa preparazione con il tempo sono effettivamente grandi.


1/2 radice di daikon
2 funghi shiitake
5 cm di alga wakame
2 cucchiaini di miso d’orzo e di riso
Un pizzico di sale integrale marino
4 tazze d’acqua
Un cucchiaino di succo di zenzero

Mettere in ammollo wakame e shiitake in due tazze separate per circa una mezzora.
Nel frattempo pulire il daikon con la spazzola di fibre vegetali, privarli delle estremità e eliminare la buccia con la mandolina, dopo di chè e tagliarlo a rondelle. La buccia di daikon si elimina solitamente perchè rimane più dura e fibrosa, ma è una scelta personale.
In una pentola d’acciaio mettere il daikon, i funghi e l’alga tagliati a striscioline, l’acqua e portare a bollore. Aggiungere il sale e cuocere per una ventina di minuti a fiamma bassa.
Una volta pronta, e possibile passarla con il passaverdura, rimetterla ancora un attimo sul fuoco, sciogliere il miso e servire in tavola calda guarnita con il succo di zenzero.
Il risultato sono sicura che vi stupirà ;)

MacroConsiderazioni
Nel libro “guarire con il cibo” troverete che questa zuppa è indicata per sciogliere il muco, e per perdere peso in eccesso. Inoltre aiuta a sciogliere depositi di sale e grassi di origine animale. Questo perché gli ingredienti utilizzati hanno le seguenti caratteristiche:

Daikon, come tutti i ravanelli, hanno la proprietà di aiutare a sciogliere il grasso depositato in profondità, inoltre il sapore piccante accelera il metabolismo. Si fa presente però che il daikon non è indicato per chi ha la pressione bassa, perché potrebbe aumentare questa problematica.

Le alghe, specialmente la Kombu, ma in generale tutte, hanno la caratteristica di intervenire sul funzionamento della tiroide e di agevolare lo scioglimento dei grassi, soprattutto se preparate all’interno di zuppe.

I funghi shiitake sono famosissimi per le loro proprietà benefiche, tra le quali anche lo scioglimento dei grassi saturi sedimentati in profondità. Come nel caso delle alghe è consigliabile, per aumentare questo effetto, il loro utilizzo nella preparazione di zuppe.

venerdì 23 novembre 2007

Zuppa di Miso 2

Spesso ho tempo di cucinare solo la sera, e quindi come si lamenta quella povera creatura che mi sopporta ;) mi capita di essere un po’ invasiva in cucina. Se avete anche voi un compagno che adora rifugiarsi nella pasta per paura di mangiare troppo sano, un idea può essere far bollire tanta acqua in un'unica pentola, calcolando a occhio quella che servirà a voi per la zuppa e a lui per la pasta. Io ho fatto così l’altra sera e credo che sia un’accortezza furba. Lui comunque si è lamentato pubblicamente, ma ieri sera si è fidato ad assaggiare e mi ha sommerso di complimenti :DDD
Ieri infatti si è banchettato con un po’ di questa zuppa assieme al farro e qualche azuki, guarniti con l’immancabile gomasio.
Il criticissimo finalmente ieri sera non ha criticato…


Un Sedano rapa medio piccolo
Una carota
Una cipolla
5 figlie di cavolo nero
Una manciata di dikon secco
2 funghi shiitake
Wakame
un cucchiaino raso a persona di Miso
Un cucchiaio di Olio di Sesamo
Sale integrale marino
Un pizzico di erbe di provenza (facoltativo)

Mattere in ammollo la wakame, i dikon e i funghi per una mezzora. Io solitamente li lascio in acqua in contenitori separati e con l’acqua di ammollo mi regolo così: utilizzo sempre quella del dikon e dei funghi, molto difficilmente invece quelle delle alghe.
Pulire la cipolla e saltarla sul fuoco possibilmente in una pentola di acciaio con il fondo alto, come sempre finch’è non diviene marroncina, ma non abbrustolita, salare e chiudere con un coperchio lasciandola riposare per qualche minuto.
Lavare la verdura aiutandosi con la spazzola vagetale e tagliarla a cubetti.
In una pentola mettere quattro o cinque cinque tazze si acqua a bollire.
Tagliare il dikon la wakame e gli shiitake finemente. Nella pentola dove avete fatto saltare le cipolle, aggiungete il resto delle verdure, compreso i vegetali ammollati, e versare l’acqua bollente.
Salare, coprire con il coperchio e cuocere per 40 minuti.

A questo punto potete decidere se frullarla, passarla con il passaverdura, oppure mangiarla così.
Io una parte l’ho passata per renderla gradevole anche al Criticissimo.

venerdì 16 novembre 2007

Un classico: La Zuppa di Miso

Non ho ancora pubblicato una ricetta di zuppa di miso, per puro timore reverenziale. E’ un piatto classico della cucina macrobiotica, per me è stato amore al primo assaggio, malgrado la presenza della wakame, che allora mi contrariava parecchio. Tuttora la taglio fine fine, e mi mettono un po’ a disagio i lenzuolini verdi che pendono dal cucchiaio, quando chi l’ha cucinata (che comunque avrà la mia eterna gratitudine) non ha usato la mia stessa attenzione.
Immagino sia una ripetizione ricordarvi l’origine e la libertà che permette questa preparazione, quindi evito.
La preparazione è semplicissima! Basta seguire alcune regole, non obbligatorie ma interessanti.
-Fondamentale è:
l’utilizzo della Wakame
L’utilizzo di un buon miso
la presenza di verdure
guarnire con qualcosa di yin, ad esempio succo di zenzero o erba cipollina.

-Augurabile nella scelta della verdure:
Una radice
Una verdura tonda
Una verdura a foglia

Poi c’è qualcosa che sceglie per me: la mia dispensa!!!


Una carota
Una cipolla
5 o 6 cavolini di Bruxelles
alga Wagame
un cucchiaino raso di miso a persona
Un cucchiaino di succo di zenzero
Un cucchiaino di olio di sesamo spremuto a freddo
4 tazze di acqua
sale integrale marino

Mettere in ammollo l’alga wakame. Lavare e tagliare le verdure e metterle da perte. Mettere in un pentola 4 tazze di acqua e portare a bollore. Scaldare l’olio in un pentola di acciaio e yaghizzare la cipolla finché non diventa marroncina, a quel punto salare e coprire lasciandola riposare per qualche minuto. Nell’acqua bollente immergere le verdure precedentemente tagliate, assieme alla cipolla, e all’alga tagliata a quadretti o striscioline, e salare. Il tempo di cotture può variare dai 20 miniti fino all’ora massimo, a secondo dell’energia che volete imprimere alla zuppa.
Nella quantità che consumate all’istante sciogliete il miso e servite ben calda con qualche goccia di succo di zenzero.