Dopo un fine anno impegnativo e stimolante mi sono presa un po’ di tempo per me, solo per me. Ho lasciato il neo maritino a casa, sicuramente addolorato di poter passare intere giornate con fratelli e amici, e sono tornata con una combriccola eterogenea in un luogo che adoro: cuisine et santè.

Fin dalla partenza abbiamo avuto sorprese bellissime e quando l’aereo ha superato la coltre di nuvole che copriva Milano, davanti a noi si è aperto uno spettacolo che ci ha lasciato letteralmente senza fiato. Forse Anna ed io avevamo dimenticato l’azzurro del cielo a causa del grigiore dell’ultimo mese, ma le Alpi innevate che svettavano sopra un mare candido e cotonoso sono state un dono che ricorderemo.
Oggi è il terzo giorno che siamo arrivati e ancora non mi sono messa un secondo in cucina. Mi sto concedendo lussi da vacanza, ma da domani mi metterò di nuovo sotto a riavviare il cervello ancora un po’ impigrito dalla voglia di far nulla.
Tornare è come non essere mai stati via, ritrovi persone, luoghi sensazioni e ti senti parte di un mondo dimenticato.
La mia mente si confonde perché vorrei trovare risposte valide, rassicuranti, che in realtà non esistono. La macrobiotica è libertà, osservazione ancor prima di studio forse, ed io ho come il dubbio di aver studiato troppo e osservato poco. Come se nella frenesia del fare e dell’imparare non abbia colto tutte le opportunità.
Quello che è fatto è fatto, ora mi prendo più tempo per me, in questi giorni me lo posso permettere, e poco importa se non imparerò ricette nuove, oggi cerco qualcosa di diverso, i segreti del riciclo, ad esempio, e la libertà infinita.
L'obiettivo potrebbe divenire la distruzione totale dei vecchi paletti, la consapevolezza di essere nella direzione giusta, e questo è possibile solo con il confronto e con la condivisione.








