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giovedì 10 luglio 2008

Un classico: Tofu marinato

Mangiare il tofu al naturale spesso lascia interdetti, infatti non avendo un sapore molto marcato, chi ne è amante viene spessissimo deriso e bollato come uno che ha rinnegato il gusto ;)
Io mi faccio sempre sonore risate, e solitamente minaccio i miei amici di invitarli a cena, e loro mai che dicano di no... ;)
Il tofu marinato acquista invece un buon sapore, ed è l’ideale in questa stagione, perché mantiene un energia fresca, e si arricchisce di sali minerali.
Io lo adoro con le verdure pressate o saltate, o nelle insalate di cereali.


Una confezione di tofu al naturale
2 parti di acqua abbondanti
1 parte scarsa di salsa di soia.
Erbe aromatiche come: timo, origano, erba cipollina.
Un cucchiaio di
succo di zenzero, o direttamente un cucchiaino di zenzero grattugiato.

Tagliare il tofu a fette di spesse circa 5 - 7 mm, e sistemarlo in un contenitore ermetico. Coprire con la soluzione di acqua e salsa di soia e arricchire con il succo di zenzero e le erbe aromatiche.
Lasciate marinare il tofu almeno un’ora. Io solitamente lo lascio più tempo, all’incirca tutta la giornata lavorativa o tutta la notte. In estate è consigliabile riporlo in frigorifero durante questo arco di tempo, mentre in primavera non è necessario.
La miscela della marinatura potrà essere riutilizzata, quindi filtratela e conservatela in frigo fino a quindici giorni dopo.

lunedì 25 febbraio 2008

Un classico: Salsa di Miso

Mi piace proporre sul mio blog anche ricette non mie, principalmente perché so, essendoci passata, che trovarsi di fronte alle ricette di Ohsawa può mettere soggezione e paura di provare. Vedere il risultato invece è tranquillizzante e sapere che qualcuno ha provato, ci avvicina a quel mondo che a volte sembra tanto lontano, non solo dalle nostre abitudini, ma anche nelle dimensioni spazio tempo.


Questa salsa è perfetta come accompagnamento di cerali o verdure, ma anche per condire chapati e pasta. Prestissimo vi farò vedere come l’ho usata io ;)

1 e 1/2 cucchiaio di Tahin
1/2 cucchiaio di miso
un po’ di acqua

Mettere a bollire l’acqua in un pentolino. In una piccola ciotola mettere il tahin e il miso e mescolare aggiungendo l’acqua calda a cucchiaiate finché non otterrete la consistenza desiderata. Per un buon risultato, utile per cereali e verdure, io ho aggiunto 6 cucchiai d’acqua. Se vorrete condire la pasta si può aggiungere più acqua in modo da ottenere un sughetto anche un po’ più leggero ;)

giovedì 20 dicembre 2007

Un classico: Pane Ohsawa

Arrivo un po’ lunga rispetto le vostre richieste, ma dovevo rifarla per essere sicura delle proporzioni, perché di solito con questo piatto vado ad occhio.
Anche in questo caso ci sono molti modi di preparazione e mille ricette, io ho imparato a farlo in Francia e trovo che sia perfetto per il lunch box, e per quando si ha proprio tanta fame ;)
È’ sicuramente una portata energetica che consiglio di masticare bene.
Ideale anche come snach e rompi fame!
Io per la sua preparazione al posto dell’acqua uso sempre minestroni di verdura vari, perché odio surgelare gli alimenti e quando abbondo nelle loro quantità, oppure quando o cucinato troppa verdura, è un modo alternativo per proporli e per rinnovarli nell’energia.


1 tazza di farina di grano saraceno
3 tazze e mezza di minestrone di verdura (anche acqua)
½ cipolla
Olio di semi di sesamo
Sale integrale marino
2 cucchiai di erbe di provenza o rosmarino

In una ciotola mescolare la farina di grano saraceno e il minestrone di verdura(nel caso si utilizzi l'acqua aggiungere anche un po' di sale), e lasciare riposare, per qualche ora sarebbe meglio, io in questo caso ho aspettato solo mezzora.
Tagliare la cipolla e farla saltare in poco olio di sesamo fino a che non diventa scura, ovvero marroncina, non bruciata ovviamente, salare e chiudere il coperchio lasciandola appassire per una decina di minuti.
Accendere il forno a 180°. Prendere la ciotola con pastella di farina di grano saraceno e unire la cipolla saltata e le erbe di provenza.
Ungere una teglia e versare la pastella, infornare e cuocere per un’ora, ovvero fino a che non avrà fatto una crosticina dorata.
Lasciare raffreddare prima di mangiare.

Macro Considarezioni
Le farine andrebbero sempre in proporzione molto minore rispetto i cereali, soprattutto se si sta facendo una dieta curativa, comunque rimane il principio di variare e divertirsi provando e mettendo in pratica quello che studiamo.
E’ importante rispettarci e volerci bene, stringere con l’alimentazione quando ne abbiamo voglia o soprattutto quando ne abbiamo bisogno.

mercoledì 19 dicembre 2007

Un classico: Crema di Riso

La Crema di Riso è la colazione ideale per tutti i giorni, è un classico della macrobiotica, quindi mi limito solo a esporre uno dei mille procedimenti. Ho scelto il più facile e immediato, proprio per agevolare chi è abituato al tè e biscotti. Può essere sia dolce che salata, io propongo la versione salata, perchè può essere di aiuto per limitare gli stravizi tipici del periodi natalizio. I miei genitori in questi giorni credo facciano anche colazione con pandori e panettoni, non sono sicuramente un ottimo esempio in questo caso :DDD


1 parte di farina di riso
6 parti di acqua
un pizzico di sale integrale marino

Per guarnire ho utilizzato il gomasio, ma potete sbizzarrirvi con la purea di umeboshi, con la tekka, con il miso, oppure tamari, salsa di soia semi tostati o frutta secca come mandorle e pinoli.

Si consiglia di preparare la colazione per non più di due volte e preferibilmente cucinarla la sera per la mattina.
In una pentola di acciaio con il fondo spesso, incorporare l’acqua la farina e il sale, e mettere sul fuoco mescolando. Continuare a mescolare con una frusta di legno fino a che non inizia a bollire. Attendere due minuti e spegnere chiudendo con un coperchio.
La mattina dovrete soltanto riscaldare la crema, togliendo il coperchio e mescolando di tanto in tanto, infatti la crema di riso avrà continuato a gonfiarsi durante la notte.
Cambiando semplicemente il condimento potrete avere tutti i giorni un crema diversa.

Macro Considerazioni
Le farine andrebbero fatte al momento partendo dai chicchi, ovviamente utilizzando un mulino sarebbe il top. Io per ora utilizzo il bimby, un frullatore pesante, ma l’energia impressa così al cereale è solo espansiva, quindi non proprio indicata per tutti.
Si possono utilizzare anche le farine in commercio, ma essendo solitamente vecchie hanno perso di vitalità ed energia.
Per fare le cose fatte bene però non è necessario comprare un mulino, ma è possibile che in alcuni negozi bio ci sia la possibilità di farsi fare la farina comprando il cerale in chicchi.

venerdì 14 dicembre 2007

Un classico: Riso Sakura con Sesamo

Tra le ricette di Ohsawa il riso sakura è la mia preferita in assoluto, infatti oltre ad essere delizioso è un piatto ideale per fortificare tutto l’apparato digerente, cosa non di poco conto prima delle feste di natale, in cui saremo tutti bombardati da veri e propri attentati culinari ;)
L’aggiunta del sesamo serve a dare una consistenza ancora più cremosa, e il risultato è un vero e proprio risotto super macrobiotico.
… questo ovviamente ai miei occhi, tale affermazione potrebbe risultare una blasfemia ai cultori dei risotti tradizionali :DDD
Io non li ricordo nemmeno più, quindi per me è tutto più semplice ;D


1 parte di riso integrale
2 parti di acqua a cui verranno tolto circa un 10 per cento di liquido e sostituito con il tamari
Un cucchiaio raso di sesamo

Per accentuare la cremosità del riso è consigliabile lavarlo assieme al sesamo e metterli entrambi in ammollo per un’oretta già con l’acqua nelle giuste proporzioni.
Successivamente in una pentola a pressione mettere il mix di sesamo e riso con il liquido e aggiungere il tamari. Chiudere la pentola a pressione e attendere 45 minuti dal fischio.
Ovviamente è consigliabile inserire lo spargi fiamma.
E’ un piatto a mio parere molto ricco e soddisfacente e può essere accompagnato anche da una semplice zuppa di miso.

venerdì 16 novembre 2007

Un classico: La Zuppa di Miso

Non ho ancora pubblicato una ricetta di zuppa di miso, per puro timore reverenziale. E’ un piatto classico della cucina macrobiotica, per me è stato amore al primo assaggio, malgrado la presenza della wakame, che allora mi contrariava parecchio. Tuttora la taglio fine fine, e mi mettono un po’ a disagio i lenzuolini verdi che pendono dal cucchiaio, quando chi l’ha cucinata (che comunque avrà la mia eterna gratitudine) non ha usato la mia stessa attenzione.
Immagino sia una ripetizione ricordarvi l’origine e la libertà che permette questa preparazione, quindi evito.
La preparazione è semplicissima! Basta seguire alcune regole, non obbligatorie ma interessanti.
-Fondamentale è:
l’utilizzo della Wakame
L’utilizzo di un buon miso
la presenza di verdure
guarnire con qualcosa di yin, ad esempio succo di zenzero o erba cipollina.

-Augurabile nella scelta della verdure:
Una radice
Una verdura tonda
Una verdura a foglia

Poi c’è qualcosa che sceglie per me: la mia dispensa!!!


Una carota
Una cipolla
5 o 6 cavolini di Bruxelles
alga Wagame
un cucchiaino raso di miso a persona
Un cucchiaino di succo di zenzero
Un cucchiaino di olio di sesamo spremuto a freddo
4 tazze di acqua
sale integrale marino

Mettere in ammollo l’alga wakame. Lavare e tagliare le verdure e metterle da perte. Mettere in un pentola 4 tazze di acqua e portare a bollore. Scaldare l’olio in un pentola di acciaio e yaghizzare la cipolla finché non diventa marroncina, a quel punto salare e coprire lasciandola riposare per qualche minuto. Nell’acqua bollente immergere le verdure precedentemente tagliate, assieme alla cipolla, e all’alga tagliata a quadretti o striscioline, e salare. Il tempo di cotture può variare dai 20 miniti fino all’ora massimo, a secondo dell’energia che volete imprimere alla zuppa.
Nella quantità che consumate all’istante sciogliete il miso e servite ben calda con qualche goccia di succo di zenzero.

giovedì 12 luglio 2007

Un classico: Gomasio

Per il gomasio ci sono mille ricette! Mille differenti proporzioni tra sale e sesamo.
Quando ho imparato a farlo mi è stata insegnata la proporzione di uno a sette, e con questo rapporto io ho continuato a trovarmi benissimo. Diventa 1 a 10 d’estate, ma per l’inverno la prima è l’ideale.
Di proporzioni differenti ne ho lette tantissime (1:14 e 1:16 le più quotate), il mio gomasio è più salato? No, c’è un trucchetto!




7 cucchiaini colmi colmi di sesamo
1 cucchiaino raso di sale integrale marino

Se le proporzioni possono variare a seconda del clima e dell’abitudine, il metodo è sempre il medesimo. Lavare il sesamo, asciugarlo con un panno di tela e yanghizzarlo (tostarlo ;) in una padella oppure nel wok (chi ce l’ha lo usi anche per me). La fiamma non deve essere troppo alta perché rischia di bruciarsi, ed è importante a questo proposito girare il sesamo con un cucchiaio di legno, oppure roteare la padella prendendola dal manico. Per capire quando è tostato a sufficienza ci sono due segni importanti: il primo è il profumo, infatti dopo qualche minuto si inizierà a sentire forte l’odore tipico del sesamo, a quel punto è divertente continuare a roteare la padella per ancora qualche tempo. Dopo di chè prendete uno o due grani tra pollice e indice, schiacciandoli tra le dita si dovrebbero sfarinare facilmente, in questo caso è pronto e potete metterlo da parte.
Fare la stessa cosa con il sale, ma il tempo necessario sarà meno, infatti sarà pronto quando il sale sarà diventato più scuro, quasi trasparente.
Mettere sale e sesamo nel suribachi e pestarlo fino ad ottenere la polverizzazione dell’80% del sesamo.


Ora è pronto! Ottimo per accompagnare cereali e legumi, ma anche verdure (io lo adoro principalmente sulle carote cotte).
Ho sempre utilizzato il suribachi, ma ho letto che si può fare anche tritando il tutto in un frullatore.
Si conserva una settimana abbondante in un barattolo di vetro!
Nella foto vi faccio vedere anche il suribachi, così chi non lo ha mai visto può farsi un’dea delle sue fattezze!

martedì 17 aprile 2007

Un classico: Sushi di Verdure

In questi giorni sono impegnatissima, e la cosa mi diverte un sacco… lavoro (in primis), sport in palestra e all’aria aperta, e persone care riempiono il mio tempo e assorbono le mie energie… per questo ho potuto dedicare pochissimo tempo al blog ;)
Malgrado i mille impegni però un minimo di tempo alla cucina l’ho dedicato e mi sono regalata una chicca che adoro.
Se si ha del riso già cotto è una preparazione veloce, e pratica da portare in giro nel lunch box o anche in una scatola ermetica come ho fatto io domenica!!!
Il sushi è un classico della cucina orientale, ma nella versione semplicissima che propongo oggi è considerato dalla macrobiotica un ottimo modo per variare dal classico riso!
Le verdure posso cambiare… mi era rimasto giusto questo in frigo :P


Occorrente:
lo stuoino di bambù per il sushi è la cosa più comoda!!! La prima volta che ho provato ho utilizzato un cartoncino non troppo rigido su cui avevo posizionato un panno... giusto per vedere se mi piaceva… :D

4 fogli di nori
riso integrale o semintegrale già cotto
4 cucchiaini di purea di umeboshi
1 cucchiaino di Olio di sesamo Bio spremuto a freddo
2 carote
1 zucchina
Sale integrale
Gomasio

Lavare le verdure, eliminare le estremità, tagliarle a metà e successivamente a striscioline con la mandolina. Scaldare l’olio in una padella e mettere a saltare le verdure con un pizzico di sale integrale, per una decina di minuti. Nel frattempo mettere sul fuoco un’altra padella, la fiamma deve essere medio-alta perché dovrà abbrustolire le nori, bastano 30 secondi per lato.
Nello stuoino o nel panno appoggiare il foglio di nori abbrustolito e stendere del riso compattandolo bene. In questa fase è importante lasciare libera l’alga dal cereale per circa tre cm in basso e circa 4 in alto, per riuscire successivamente a fare il rotolino senza problemi. Prendere un cucchiaino di purea di umeboshi e spalmarlo sul riso. Su di esso si stenderanno anche le verdure in uno strato il più possibile sottile.
A questo punto si è pronti per fare il rotolo, partendo dal basso e aiutandosi con lo stuoino in bambù. Per far aderire la nori inumidirla con dell’acqua nella parte interna in alto. Fatto il rotolino è possibile tagliarlo con un coltello bagnato a cilindri di circa 2-3 cm.
Servire con una spolverata di gomasio.
E una pietanza che si conserva bene per la presenza delle nori e delle umeboshi, quindi è praticissima da portarsi fuori!