lunedì 16 giugno 2008

L'importanza di diventare vegetariani

...di Umberto Veronesi.
La Repubblica, 6 giugno 2008

Cio' che il vertice Fao ha 'dimenticato' di discutere e' il cuore del problema della fame nel mondo, che non è solo legato ai costi di produzione e distribuzione dei cibi, ma sopratutto alle abitudini alimentari della popolazione del pianeta. Occorre una rivoluzione nell'alimentazione dei Paesi ricchi per dare il via concretamente e subito ad una soluzione della tragedia dei Paesi poveri, dove si soffre la fame, noi siamo alle prese con il problema opposto.
Aumenta l'obesita' tra i nostri figli, le nostre adolescenti anoressiche usano il troppo cibo come ricatto e se ne privano fino a lasciarsi morire, la nostra dieta opulenta ci fa ammalare sempre di piu'. Proprio su questi temi si riuniranno a Venezia a settembre alcuni fra i maggiori esperti per la Quarta Conferenza Mondiale sul Futuro della Scienza: 'Food and Water for Life'.
Io penso che l'ingiustizia alimentare sia una delle peggiori iniquita' dei nostri tempi: una questione di civiltà e di cultura che ci riguarda tutti da vicino. C'e' un comportamento individuale responsabile, infatti, che può contribuire ad equilibrare questi due drammatici estremi ed e' la riduzione del consumo di carne.
Molti uomini di scienza e di pensiero hanno creduto che la scelta vegetariana fosse quella giusta per l'armonia del pianeta. Dal genio rinascimentale di Leonardo da Vinci, che non poteva sopportare che i nostri corpi fossero le tombe degli animali, fino ad Albert Einstein, il piu' grande scienziato del'900 che presagiva che nulla darà la possibilità di sopravvivenza sulla Terra quanto l'evoluzione verso una dieta vegetariana.
Anch'io sono convinto che il vegetarianesimo sia inevitabile, per tre motivi, il primo e' di ordine ecologico/sociale.
I prodotti agricoli a livello mondiale sarebbero in realtà sufficienti a sfamare i sei miliardi di abitanti, se venissero equamente divisi e sopratutto se non fossero in gran parte utilizzati per alimentare i tre miliardi di animali da allevamento.
Ogni anno 150 milioni di tonnellate di cereali sono destinate a bovini, polli e ovini, con una perdita di oltre l'80% di potenzialità nutritiva: in pratica il 50% dei cereali ed il 75% della soia raccolti nel mondo servono a nutrire gli animali di allevamento.
L'America meridionale, per fare posto agli allevamenti, distrugge ogni anno una parte della foresta amazzonica grande come l'Austria. Trentasei dei quaranta paesi più poveri del mondo esportano cereali negli Stati Uniti, dove il 90% del prodotto importato è utilizzato per nutrire animali destinati al macello.
Viviamo in un mondo dove un miliardo di persone non ha accesso all'acqua pulita e per produrre un chilo di carne di manzo occorrono piu' di trentamila litri di acqua. Già oggi non riusciamo neppure a contare quante malattie e quante morti potrebbe evitare un minore consumo di carne. Veniamo così indirettamente alla seconda motivazione del vegetarianesimo, che è la tutela della salute. Non ci sono dubbi che un alimentazione povera di carne e ricca di vegetali sia più adatta a mantenerci in buona forma.
Gli alimenti di origine vegetale hanno una funzione protettiva contro l'azione dei radicali liberi, cioè quelle molecole che possono alterare la struttura delle cellule e dei loro geni. Si può quindi pensare che chi segue un alimentazione ricca di alimenti vegetali è meno a rischio di ammalarsi e possa vivere più a lungo.
C'è poi un secondo fattore.
Noi siamo circondati da sostanze inquinanti che possono mettere a rischio la nostra vita. Sono sostanze nocive se le respiriamo, ma lo sono molto di più se le ingeriamo. Consumando carne, ci mettiamo proprio in questa situazione, perché dall' atmosfera queste sostanze ricadono sul terreno, e quindi sull'erba che, mangiata dal bestiame,(o attraverso i mangimi) introduce le sostanze nocive nei suoi depositi adiposi, e infine nel nostro piatto quando mangiamo la carne. L'accumulo di sostanze tossiche ci predispone a molte malattie cosiddette "del benessere" (diabete non - insulino dipendente, arteriosclerosi, obesità). Anche il rischio oncologico è legato alla quantità di carne che consumiamo. Le sostanze tossiche si accumulano più facilmente nel tessuto adiposo, dove rimangono per molto tempo esponendoci più a lungo ai loro effetti tossici.
Frutta e verdura sono alimenti poverissimi di grassi e ricchi di fibre: queste agevolano il transito del cibo ingerito, riducono il tempo di contatto con la parete intestinale degli eventuali agenti cancerogeni presenti negli alimenti.
I vegetali poi, oltre a contaminarci molto meno degli altrialimenti, sono scrigni preziosi di sostanze come vitamine, antiossidanti edinibitori della cancerogenesi (come gli flavonoidi e gli isoflavoni), che consentono di neutralizzare gli agenti cancerogeni, di "diluirne" la formazione e di ridurne la proliferazione delle cellule malate.
La terza motivazione, ma non l'ultima, è di ordine etico - filosofico ed è quella che ha fatto di me un vegetariano convinto da sempre. Io ero un bambino di campagna, amico degli animali e oggi sono un uomo che ha il massimo rispetto per la vita in tutte le sue forme, specie quando questa non può far valere le proprie ragioni. Il cibo è per me una forma di celebrazione della vita, ma non mi piace celebrare la vita negando la vita stessa ad altri esseri.

venerdì 13 giugno 2008

Frutta cotta con il Kuzu

Valutare persona e necessità è la base della macrobiotica, questo è la cosa più importante per chi vuole conoscere gli effetti del cibo. Infatti esso ha sicuramente un impatto diverso a seconda della costituzione e dello stile di vita, poi ci sono altri fattori, come la stagione, e l’obiettivo che vogliamo raggiungere.
Quando ho iniziato il mio target era rinforzare l’apparato digerente, ora che digerisco anche i sassi, l’obiettivo è utilizzare il cibo per rilassarmi un po’, certo non si deve esagerare, ma variando sempre non si corre pericoli.
L’equilibrio è, come deve essere, in continua evoluzione, inoltre scoprire e testare nuove cose e situazioni mi ricarica e mi riempie di buoni propositi.


200 gr ciliegie
3 pesche
2 albicocche secche
un cucchiaio di kuzu
acqua
un pizzico di sale integrale

Tagliare la frutta a pezzi piccoli e metterla a cuocere coperto per 20 minuti in una pentola di acciaio con un pizzico di sale e un goccio di acqua.
Quando la frutta sarà morbida e quasi disfatta, sciogliere il kuzu in poca acqua fredda e unirlo alla frutta, mescolare bene e spegnere il fuoco.
Servire caldo o tiepido, possibilmente la sera e lontano dai pasti, per aumentare l’effetto rilassante e dolce-sonno ;)
Si mantiene sicuramente per tre giorni ed è possibile riscaldarlo (senza farlo bollire) prima di servirlo nuovamente.

martedì 10 giugno 2008

Doppie Cotture: Riso e Farro Saltato con Verdure

Domani finalmente mi prenderò un giorno tutto per me, coccolerò i miei nipotini venuti al mare con mamma. In realtà ho già il cuore in vacanza, ne ho davvero bisogno e mi basterà un giorno per riposare la mante in modo da riprendere i miei impegni con maggior grinta.
In questo periodo sto scoprendo le doppie cotture, interessantissime per muovere l’energia e gustosissime dal punto di vista culinario.
La presenza del cavolo in questa stagione è legata alla necessità di realizzare un decotto che mi è stato consigliato e che ormai è al termine della sua positivissima sperimentazione ;)


Due tazze di Riso e Farro già cotti
Due carote
1/2 cipolla
5 o 6 ravanelli
Cavolo
Olio di sesamo spremuto a freddo
Un cucchiaio e mezzo di shoyu
Erba cipollina
Semi di papavero

Lavare e affettare le verdure, saltarle in una pentola d'acciaio per qualche minuto finchè non risultano croccanti. Nel wok mettere i cereali con un po' d’acqua e sopra le verdure senza mescolare. Cuocere con coperchio chiuso per circa un quarto d’ora, aggiungere il shoyu e procedere la cottura per altri cinque minuti.

Mescolare solo alla fine e guarnire con erba cipollina e semi di papavero prima di servire. Buonissimo anche il giorno dopo.

lunedì 9 giugno 2008

Crema di Barbabietola Rossa

Finalmente sono più serena e rilassata, non che le cose da fare siano meno, ma stanno cambiando i presupposti e sono fiduciosa che tutto si sistemi. In questo tram tram quotidiano continuano a spiccare nei miei pasti creme dolci e morbide, cereali in quantità industriale e verdure stuzzicanti. Vi propongo una ricetta semplicissima e gustosa che mi fa pensare a Yari, per la sua passata avversione alle barbabietole ;) ormai sembra che l’abbiano conquistato, e quindi io gliela dedico :)



Una barbabietola intera e fresca
1/2 cipolla
Un cucchiaio di aceto di riso
Un pizzico di sale
Timo fresco tagliato finemente
Sale integrale q.b.
Olio extravergine d'oliva
Cereali già cotti, come ad esempio riso e orzo (facoltativo)


Lavare bene la barbabietola e privarla delle cime. Tagliare la rapa a cubetti eliminando la buccia, e procedere affettando la cipolla a mezza luna. In una pentola d’acciaio mettere a stufare le verdure con solo un dito d’acqua, un pizzico di sale e l'aceto di riso.
Prendere la cime delle barbabietole e separare le foglie dalla costa, quindi tagliere finemente entrambe. Unire alla barbabietola in cottura prima la parte più dura, poi attendendo qualche minuto, le foglie. Cuocere finch’è il tutto non sarà morbido, ci vorrà circa mezzora, ma il tempo varia a seconda della grandezza dei cubetti.
Frullare il tutto, aggiustare di sale, e servire con un filo d’olio e le foglioline di timo per guarnire.

Seconda Cottura
Nel caso il giorno dopo voleste mangiare la crema avanzata potete aggiungere dei cereali già cotti, anche avanzati dalla colazione, procedendo con una seconda cottura di 10 o 15 minuti, per rinnovare l’energia e il gusto.
Potete anche cambiare la guarnizione e aggiungere ad esempio del cipollotto tritato o dello zenzero… come più preferite. L’importante è la varietà e a volte basta niente per muovere le energie ;)

mercoledì 28 maggio 2008

Insalata di orzo e farro

Sono un po' latitante ultimamente lo ammetto. Sto cucinando molto, ma mi rendo conto che una volta capito i meccanismi della mia cucina rischio di essere un po' banale e ripetitiva e la cosa mi scoccia un po'. Ho tante cose per la mente e fra le mani, gli occhi puntati verso una datata importante, e amici e compagnie che non riesco a curare come vorrei.
Mi sento un attimo come sospesa tra quello che è giusto che faccia e quello che vorrei fare, un po' come tutti immagino.
Un mio rifugio è il cibo, elemento importantissimo per me.


Orzo e Farro ammollati per una notte
Tre cucchiai di ceci già cotti
1/4 di Cavolfiore
Una carota
Un gambo di sedano
Un mazzetto di rucola
Una manciata di oliva
un cucchiaio d’olio extravergine d’oliva

Cuocere in una pentola d’acciaio l’orzo e il farro per circa 45 minuti. Al termine della cottura passare sotto acqua fredda, scolare bene l’acqua e mescolare i cereali aggiungendo un cucchiaio d’olio. Tagliare a quadretti le verdure e bollirle per pochi minuti (da 5’ ad 8’) in acqua leggermente salata, in modo che i colori siano belli accessi e le verdure siano cotte ma croccanti.
Unire ai cereali le verdure scottate, le olive spezzettate, i ceci e la rucola tagliata finemente.
Se lo desiderate condite con un po’ di aceto di riso.

mercoledì 21 maggio 2008

Mousse di castagne al profumo di mela

Ho bisogno di rilassarmi e di coccolarmi, soprattutto la sera per regalarmi una notte serena, malgrado i pensieri che si accavallano. Piccoli accorgimenti nella dieta possono aiutare, come bere cose dolci e calde prima di andare a nanna, kukicia con malto o succo di mela caldo con un pizzico di sale aiutano e coccolano.
Anche un dessert morbido e vellutato non è mica una brutta idea ;)
La mia prima volta con le castagne secche ho fatto un mix di ricette, una delle quali è di ispirazione petulante, a cui non mi sono allontanata molto perché con lei non si sbaglia mai.


150 gr di castagne secche
Un pezzetto di kombu
Una mela tagliata a cubetti
110 gr di silk tofu
2 cucchiai di malto
Succo d’acero per guarnire

Ammollate le castagne secche assieme alla kombu per una notte. Togliete le pellicine e spezzettatele con le mani. Cuocetele in pentola a pressione assieme alla mela con acqua a coprire per quaranta minuti. Terminata la cottura saranno morbidissime. A questo punto frullatele assieme al tofu e al malto finchè non diventeranno una crema spumosa. Fate le coppette e guarnite con una punta di succo d’acero a persona.

lunedì 19 maggio 2008

Zuppa di kimpira

Questa zuppa è l’ideale per fortificare e rilassare gli organi in profondità. Penso che sia una preparazione utile per molti. E’ dolcissima a causa delle verdure usate, ma anche per merito del miso bianco. Se qualcuno prediligesse un gusto più salato può usare anche il miso di riso o miscelare le due varietà.
Mi è stata consigliata da un grande della macrobiotica italiana, ed io l’ho subito sperimentata.
La kimpira si fa solitamente solo con radici. Io ho usato quel poco che avevo in frigo dopo un fine settimana impegnativo trascorso tra seminari conferenze e padiglioni fieristici. E’ stato un fine settimana importante che per me ha rappresentato una svolta, anche alimentare. Questo è il primo passo, e come sempre faccio lo condivido con voi.
Che fortunelli che siete ;)!!!


Tre carote
Una cipolla
Mezzo daikon
5 ravanelli
Olio di sesamo
Due cucchiaini di miso bianco
Erba cipollina o prezzemolo per guarnire (facoltativo)
Acqua fino a coprire


Mettere dell’acqua a bollire in un pentolino
Tagliate la verdura giocando con le forme in modo da variare l’energia impressa con la lama. Scaldare il wok e ungerlo con poco olio di sesamo. Saltare le verdure per due o tre minuti, coprire con acqua bollente e chiudere con il coperchio. Continuare la cottura per almeno trenta minuti.
Condire con il miso e guarnire con erba cipollina se volete.