mercoledì 16 maggio 2007

Ricette dono: Biscotti a Caso

Questa ricetta ha una storia lunghetta… praticamente quanto il mio blog… Non sono proprio macro biscotti perché c’è anche l’uso del succo d’acero assieme al malto, quindi un po’ più yin, ma del resto i dolci come dovrebbero essere?
Questi biscotti prendono vita dal desiderio di ideare un regalo per una blog-amica in occasione del suo compleanno… certo sono un po’ in ritardo, ma lei mi perdonerà, ne sono sicura.
Inoltre ho messo insieme un po’ di esperienza acquisita al corso di cucina, ma anche della teoria che deriva dalla lettura di un libro… ovviamente c’è anche un pizzico di voglia di provare, anche se l’ingrediente principale era il desiderio di fare qualcosa di gradito a Donnina ;)
Io comunque spero che piacciano a molti :D


100 gr di farina di farro
150 gr. di farina integrale
50 gr. di farina di carruba
un pizzico di sale integrale
3 cucchiai di olio di mais
4 cucchiai di succo d’acero (o di malto di riso)
acqua
80 gr. di uvetta sultanina
30 gr. di granella di nocciole

una miscela di malto e acqua

In una ciotola di vetro mettere le farine, il sale e miscelare con le mani in modo da ottenere un mix omogeneo. Aggiungere l’olio e fare lo stesso procedimento facendo attenzione ai grumi, nel caso si formassero è facilissimo ridurli con le mani. Versare lo sciroppo d’acero sciolto in un po’ d’acqua e aggiungerla piano fino ad ottenere un impasto liscio e abbastanza morbido. Mettere in frigo e lasciare riposare almeno mezzora.
Nel frattempo mettere a bagno l’uvetta.
Trascorso il tempo prendere l’impasto e stenderlo con il matterello su una spianatoia infarinata fino a ottenere uno spessore inferiore a due mm. Tagliare la “sfoglia” in rettangoli stretti e lunghi di circa 18x8 cm. Nel centro posizionare l’uvetta e la granella di nocciole per il lungo, e dopo aver bagnato un lato lungo della pasta prendete il lembo opposto e richiudetelo arrotolandolo verso l’altro. Con un coltello tagliare in quattro questo salamino e richiudete ogni rettangolo con l’indice bagnato, se necessario prima rimboccate più interamente il ripieno. Fare questo procedimento fino al termine della pasta. Disporre i biscottini ripieni in un teglia foderata con la carta apposta e infornarli alla temperatura, già raggiunta, di 200° per una decina di minuti.
Trascorsi i quali abbasserete la temperatura a 150° e terminerete la cottura.
Appena tirati fuori dal forno spennellarli con la miscela di malto e acqua in modo da fare una glassa brillante. Si conservano per qualche giorno in un vaso di vetro.


7 commenti:

inutile donna ha detto...

mamma mia..
quando si dice emozione..
non ho parole, grazie!!
li devo fare.. assolutamente

Yari ha detto...

Da provare! Tra l'altro la farina di carrube, già dolce di suo, permette di essere più parchi nell'uso di dolcificanti.

Arame ha detto...

Donnina,
figurati era il minimo! Ero in ritardo per il tuo compleanno, ma puntualissima per l'anniversario della nascita del tuo blog... hai visto??? non ci avrei beccato neanche volendo :DDD

Yari,
i biscotti sono dedicati anche a te, che mi hai messo in testa quasta mania...
Hai pienamente ragione, sono veramente dolci, ma senza smagare...
Li gradisce anche chi è abituato ai biscotti classici... sono piaciuti anche a mio padre (incredibile) ha detto che nel latte erano stupendi, io suggerisco quallo di soia ovviamente! Quello di riso per me è imbevibile... troppo dolce... che macrobiotica del piffero che sono :(
Comunque sto migliorando molto... e riuscirò nella mia trasformazione
:DDD

inutile donna ha detto...

il problema latte è il mio cruccio..
per un po' ho preferito quello di riso a quello di soia ma ora mi ha stancato anche quello..
da 2 giorni bevo quello d'avena, comprato per caso.. mi serviva in una zuppa d'orzo e per ora non mi fa troppo schifo..
il latte di soia secondo mia mamma: puzza di scoregge e sa di fagioli crudi.. lasciamo perdere..

Arame ha detto...

Secondo me dipende dalle marche...
Partendo dalla considerzione che malgrado la convinzione comune, non è che faccia proprio benissimo, anzi... La soia purtroppo è stata molto alterata geneticamante e quindi sarebbe meglio non eccedere... io poi la consumo quotidianamente tramite il miso o il tamari, quindi è proprio una cosa in più...
Il latte di riso proprio non mi piace, come ho detto!!! Lo uso solo per un dolce che faccio circa una volta all'anno... lì merita!!!
Il latte d'avena invece mi prende malissimo, non lo mai sentito e preferico di gran lunga farmi la crema con i chicchi o i fiocchi...
Mi dà l'idea di bermi una zuppa al cartoccio, ma forse è un'impressione sciocca... nun zo!
Comunque preferisco trasformare io gli alimenti e sto cercando di imparare a fare le creme di cerali per la colazione... poi vi racconterò...

Yari ha detto...

Grazie ;-)
Per quanto riguarda i latti vegetali, dato che li consumo qotidianamente a colazione, preferisco alternarli, ovvero: prima un cartoccio di latte di soia, finito quello passo al latte di riso, e così via (gli altri che consumo sono quelli d'avena, d'orzo e di mandorle). Per quanto riguarda il latte di soia è vero, dipende molto dalla marca. Ora ho trovato quella giusta, e da lì non mi schiodo ;-)

inutile donna ha detto...

e quale sarebbe la marca?
la curiosità è donna..